Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il caso di una giovane insegnante di Gela, deceduta nel 2026 dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid, è ora al vaglio di una commissione parlamentare d'inchiesta. La famiglia ha ottenuto riconoscimenti del nesso causale in sede amministrativa e civile, ma attende ancora giustizia penale.

Caso Guzzo alla commissione parlamentare

La vicenda di Zelia Guzzo, insegnante di Gela, è giunta all'attenzione di una commissione parlamentare. La donna, di soli trentasette anni, è morta nel 2026 a seguito della vaccinazione contro il Covid-19. Gli atti relativi al procedimento penale, ora archiviato, e a quello civile, ancora in corso, sono stati acquisiti dalla commissione d'inchiesta. Questa commissione, presieduta dal senatore Marco Lisei, sta esaminando la gestione dell'emergenza sanitaria. L'obiettivo è approfondire il caso dell'insegnante e altre simili situazioni di decessi post-vaccinazione.

Il procedimento penale avviato dalla procura di Gela si è concluso con un'archiviazione. L'avvocato Valerio Messina, che rappresenta la famiglia Guzzo, ha spiegato le motivazioni. «È stato riconosciuto il nesso tra la morte e la vaccinazione», ha dichiarato il legale. Tuttavia, è mancato l'elemento soggettivo del reato. Per questo motivo, la procura ha disposto l'archiviazione del caso.

Riconoscimento del nesso causale in sede civile e amministrativa

Nonostante l'archiviazione penale, la famiglia Guzzo ha proseguito sul fronte civile. È attesa entro l'estate la decisione del giudice civile. Anche in questo caso, una perizia medico-legale (ctu) ha confermato il legame tra la vaccinazione e le complicazioni che hanno portato al decesso. L'avvocato Messina ha sottolineato l'importanza di questo riconoscimento. La famiglia aveva già ottenuto un indennizzo in sede amministrativa. Anche in quella sede, è stato riconosciuto il nesso causale tra il vaccino e il decesso.

L'avvocato Messina ha avuto modo di relazionare più volte per conto della commissione parlamentare. È stato anche sentito in audizione dai parlamentari nazionali. «Con la famiglia Guzzo siamo stati i primi in Italia ad aver ottenuto il riconoscimento del nesso tra la morte e la vaccinazione, in tutte le sedi», ha affermato il legale. Ha aggiunto di essere l'unico avvocato sentito finora dalla commissione su questioni giuridiche relative al caso Guzzo e ad altri casi simili.

Le argomentazioni legali e scientifiche

Durante la sua audizione, l'avvocato Messina ha evidenziato la gravità dell'omissione. Ha basato la sua argomentazione su una serie di evidenze scientifiche e segnali di farmacovigilanza. Questi dati, secondo il legale, non potevano essere ignorati dal produttore del vaccino. «L'omissione appare tanto più grave se si considera che il rischio non era affatto sconosciuto allo stato della scienza all’1 marzo 2021», ha dichiarato Messina.

Il legale ha citato casi simili verificatisi in Italia e all'estero. Ha ricordato che durante gli studi di Fase III del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, erano stati registrati eventi avversi di speciale interesse (Aesi). Questi includevano quattro casi di eventi trombotici, tromboembolici e neurovascolari su 12.021 vaccinati. Tra questi, un'embolia polmonare e uno stroke ischemico. Questi dati sono stati riportati dal legale nella sua relazione tecnica.

Giustizia incompiuta per le famiglie

L'avvocato Messina ha evidenziato un paradosso nella gestione di questi casi. Lo Stato riconosce il danno e il nesso causale ai fini dell'indennizzo solidale. Tuttavia, non riesce a individuare un responsabile sul piano della giustizia ordinaria, sia civile che penale. «Questo lascia le famiglie delle vittime con un senso di giustizia incompiuta», ha concluso il legale. La vicenda di Zelia Guzzo solleva interrogativi importanti sulla responsabilità e sulla tutela delle vittime di eventi avversi post-vaccinali.

AD: article-bottom (horizontal)