A Viadana, la strada Argine Oglio rimane chiusa da due anni a causa di uno smottamento. I residenti, esasperati dalla mancanza di lavori e dalle alternative pericolose, hanno iniziato ad aggirare il divieto, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza.
Strada Argine Oglio chiusa da due anni
Un tratto della strada Argine Oglio a Viadana è interdetto al traffico da ben due anni. La chiusura è dovuta a uno smottamento che ha creato una profonda voragine. Questo evento ha sollevato timori per la stabilità idraulica dell'argine. La situazione preoccupa i residenti delle frazioni nord di Viadana.
La strada Argine Oglio rappresentava un collegamento vitale. Univa infatti Commessaggio e Gazzuolo. La sua chiusura ha creato notevoli disagi alla circolazione. Le vie alternative disponibili sono considerate poco sicure. Sono strette, mal illuminate e piene di buche. La segnaletica orizzontale è inoltre assente.
Molti automobilisti hanno deciso di ignorare il divieto. Hanno spostato le transenne per riprendere a percorrere la strada. Questa azione è motivata dall'esasperazione. «Non si muove niente da due anni», affermano alcuni residenti. La loro pazienza è giunta al limite.
Lavori di messa in sicurezza in attesa
La frana sull'argine di Bocca Chiavica ha causato la chiusura della strada sommitale. Si teme per la tenuta idraulica dell'argine. Soprattutto in caso di piene del fiume. La situazione ha spinto diversi cittadini a rivolgersi alle autorità competenti. Hanno contattato il Comune e l'Agenzia interregionale per il Po (Aipo).
Ai cittadini era stato suggerito di fare pressione sui consiglieri regionali. L'obiettivo era ottenere i fondi necessari per la sistemazione. Le risorse sono state finalmente stanziate. Circa 500mila euro sono stati resi disponibili lo scorso settembre. Ora, però, si attende l'avvio dei lavori. I residenti chiedono informazioni sull'iter e sui tempi di realizzazione.
L'intervento è di competenza di Aipo. Tuttavia, i mezzi d'opera non sono ancora arrivati sul posto. La complessità del progetto ha causato ritardi. La progettazione coinvolge anche la Soprintendenza. Questo a causa di un edificio soprastante che presenta crepe. Anche il Parco del Mincio è coinvolto nelle procedure. Si ipotizza una conclusione dei lavori non prima della fine del 2026.
Le preoccupazioni dei residenti
Inizialmente, si pensava che i lavori potessero iniziare già a gennaio. Tuttavia, la progettazione si è rivelata più complessa del previsto. Questo ha fatto slittare le tempistiche. La presenza di un edificio con crepe, che richiede l'intervento della Soprintendenza, ha ulteriormente complicato il processo. Anche il Parco del Mincio è parte in causa.
La prospettiva di dover attendere fino alla fine del 2026 per il completamento dei lavori è fonte di grande preoccupazione. I residenti temono per la sicurezza delle vie alternative. Queste strade sono considerate pericolose. L'assenza di manutenzione e la presenza di criticità rendono la circolazione un rischio.
L'aggiramento del divieto da parte di alcuni automobilisti è un segnale della loro frustrazione. La situazione richiede un intervento rapido. È necessario che Aipo fornisca comunicazioni chiare. I cittadini meritano di essere informati sui tempi e sulle modalità di ripristino della viabilità.
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