Cronaca

Incendi boschivi: emergenza nel Bresciano dall'inizio 2026

16 marzo 2026, 12:01 2 min di lettura
Incendi boschivi: emergenza nel Bresciano dall'inizio 2026 Immagine generata con AI Gavardo
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Incendi boschivi: bilancio preoccupante nel Bresciano

L'inizio del 2026 ha fatto registrare un'escalation di incendi boschivi nella provincia di Brescia. Ogni giorno, vaste aree verdi finiscono in cenere, con un impatto significativo sul territorio. I dati annuali evidenziano un fenomeno preoccupante, nonostante una tendenza alla diminuzione rispetto agli anni precedenti.

I Carabinieri Forestali sottolineano l'importanza di mantenere alta la vigilanza. Il 2025 ha visto andare a fuoco 125 ettari di territorio, di cui 55 ettari di bosco e 70 di prati e pascoli. Il numero dei roghi è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente, passando da 18 a 31 incendi.

Sanzioni e prevenzione: un deterrente necessario

Le azioni repressive hanno portato a un aumento delle sanzioni nel 2025, con 32 persone multate per un totale di oltre 6mila euro, una cifra nettamente superiore ai 1.946 euro del 2024. Le cause principali degli incendi rimangono quelle colpose, mentre i roghi dolosi sono in calo e quelli naturali stabili.

Il 2026 ha esordito con quattro incendi in poche settimane a Collio, Malonno (località Volpera), Sabbio Chiese (località Fratta) e Tignale (località Olzano). Grazie all'intervento dei volontari, il danno a Tignale è stato limitato a 800 metri quadrati di pineta.

Le multe per accensione di fuochi in periodi vietati hanno già superato i 7mila euro dall'inizio dell'anno, con 20 persone sanzionate. I Carabinieri Forestali considerano le sanzioni un fondamentale strumento di prevenzione, volto a scoraggiare comportamenti imprudenti e a educare alla responsabilità ambientale.

Sensibilizzazione nelle scuole: educare al rispetto dell'ambiente

Parallelamente all'attività repressiva, si rafforza l'impegno nella sensibilizzazione. I militari dei Nuclei Carabinieri Forestali di Idro e Gavardo hanno incontrato gli studenti della scuola secondaria di Casto. L'obiettivo è stato quello di formare giovani «sentinelle della biodiversità».

Durante l'incontro, sono state illustrate le conseguenze giuridiche di un incendio boschivo, comprese le severe pene previste dal codice penale e i vincoli post-incendio. È stato spiegato che un'area bruciata non può cambiare destinazione d'uso per 15 anni, e per 10 anni sono vietati pascolo, caccia e costruzioni.

I militari hanno concluso sottolineando che la repressione da sola non basta. È necessaria una maggiore consapevolezza collettiva, poiché ogni azione individuale ha un impatto diretto sulla salute dell'ambiente e della comunità.

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