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La Procura Generale di Milano sta valutando la possibilità di richiedere la revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. L'obiettivo è correggere un presunto errore giudiziario e riabilitare Stasi, che sta scontando una pena detentiva.

Nuove indagini sul delitto di Garlasco

La Procura di Pavia ha avviato un'indagine approfondita sul caso di Chiara Poggi. L'obiettivo è chiarire i fatti e valutare la necessità di una revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. L'indagine è guidata dal procuratore Fabio Napoleone, affiancato dall'aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. Lavorano al caso da oltre un anno.

L'inchiesta è ripartita da una nuova consulenza tecnica sul DNA. Questo esame ha riguardato le tracce biologiche rinvenute sotto le unghie della vittima. La riapertura dell'indagine, avvenuta più di un anno fa, ha portato a un'ipotesi singolare. Si ipotizza che Andrea Sempio possa aver commesso l'omicidio in concorso con Alberto Stasi e altre persone.

Questa strategia investigativa, secondo diversi esperti, è stata un modo per procedere con gli accertamenti delegati ai Carabinieri. L'intento era quello di arrivare a conclusioni concrete, che vanno oltre la mera ipotesi. I risultati preliminari suggeriscono uno scenario diverso da quello stabilito dalla sentenza definitiva del 2015.

Ipotesi alternativa sull'omicidio

La nuova ricostruzione dei fatti indica che la mattina del 13 agosto 2007, nella villetta di Garlasco, non fosse presente Alberto Stasi. Al suo posto, si ipotizza la presenza di Andrea Sempio insieme ad altri complici. Successive verifiche avrebbero poi portato a escludere il coinvolgimento di questi ultimi.

La figura di Andrea Sempio è emersa come unico responsabile, secondo questa nuova linea investigativa. Questo contrasta nettamente con quanto stabilito dalla sentenza di primo grado e confermata nei gradi successivi. La condanna di Alberto Stasi si basava su elementi che ora vengono messi in discussione.

La procura di Pavia sta raccogliendo una mole significativa di atti e documenti. L'obiettivo è sostenere questa ipotesi investigativa alternativa. L'esito di queste indagini potrebbe portare a una richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi. Questo permetterebbe di scagionarlo dalle accuse.

La Procura Generale di Milano valuta la richiesta

La Procura Generale di Milano è ora chiamata a valutare la situazione. La procuratrice generale Francesca Nanni, insieme alla sua vice Lucilla Tontodonati, ha incontrato il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. L'incontro è servito a fare il punto sulle indagini in corso.

La dottoressa Nanni ha dichiarato che nelle prossime settimane la Procura di Pavia fornirà un'informativa dettagliata. «Nelle prossime settimane riceveremo una informativa su quello che è stato fatto dalla procura di Pavia», ha spiegato. La prima fase consisterà nello studio approfondito di tutta la documentazione.

«Non sarà uno studio né veloce né facile», ha sottolineato la dottoressa Nanni. L'analisi sarà meticolosa e servirà anche a valutare se siano necessari ulteriori accertamenti. Solo dopo questa fase preliminare si potrà decidere se inoltrare una richiesta di revisione del processo.

«Dopo di che, probabilmente tra qualche mese, si deciderà se eventualmente proporre una richiesta di revisione», ha aggiunto. La procuratrice generale ha ribadito la necessità di non rilasciare dichiarazioni prima di aver compreso appieno la situazione. «Nessuna dichiarazione prima di studiare e capire come stanno le cose», ha concluso.

Iter della revisione e indagini su Sempio

Qualora la Procura Generale decidesse di procedere, la richiesta di revisione del processo dovrà essere vagliata dai giudici d'appello e successivamente dalla Cassazione. Questo iter giudiziario non è rapido e potrebbe rallentare le indagini a carico di Andrea Sempio.

Sul fronte delle indagini, il procedimento a carico di Sempio è giunto a una fase avanzata. È atteso il deposito dell'informativa finale da parte dei Carabinieri. Questo documento conterrà verbali di interrogatori, audizioni, risultati di analisi di impronte digitali e di tutto il materiale repertato.

Includerà anche gli esiti di consulenze tecniche. Tra queste, una recente analisi sulle tracce biologiche trovate sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Un'altra consulenza medico-legale ha spostato in avanti l'ora presunta del delitto.

Sono state effettuate numerose verifiche. Tra queste, una perizia genetica coordinata dalla dottoressa Denise Albani. La perizia, insieme ai rilievi dattiloscopici di Domenico Marchigiani e Giovanni Di Censo, ha analizzato il DNA maschile estratto dalle unghie di Chiara Poggi. Il DNA è risultato compatibile con Andrea Sempio o con i componenti della linea paterna della sua famiglia.

La compatibilità è stata valutata come «moderatamente forte» in un caso e «moderata» nell'altro. Tuttavia, queste risultanze non offrono una certezza scientifica assoluta. Non confermano in modo schiacciante l'ipotesi accusatoria.

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