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Un ex consulente della difesa di Alberto Stasi solleva dubbi sui dati del DNA relativi al caso di Garlasco. Afferma che esiti di controllo cruciali non furono mai forniti, impedendo ulteriori analisi.

Dubbi sui dati del DNA a Garlasco

I tracciati di controllo sui test biologici non furono mai resi disponibili. Questa mancanza impedì agli esperti della difesa di organizzare il proprio lavoro. L'assenza di tali dati, secondo il professore Francesco Maria Avato, è un punto critico.

Avato era parte del pool di consulenti al servizio della difesa di Alberto Stasi. Ha confermato che la difesa non ricevette mai due esiti nulli relativi al DNA. Questi esiti risalgono al 20 settembre 2007.

Tali risultati si contrapponevano a un esito positivo ottenuto il giorno precedente. La difesa riuscì ad ottenere i dati grezzi, i cosiddetti "raw data", solo nel novembre 2025. Questo avvenne dopo anni dalla conclusione del processo.

Anomalie nelle analisi biologiche

Di fronte a discrepanze così evidenti, le analisi avrebbero dovuto essere ripetute. Lo ha dichiarato lo stesso Avato, sottolineando la gravità della situazione. La traccia biologica trovata sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi presentava "discrepanze enormi".

Avato ha sempre sostenuto la sua tesi: quella traccia non era sangue. La mancata ripetizione delle analisi e la mancata comunicazione di dati cruciali sollevano interrogativi sulla correttezza del procedimento. La difesa si è trovata ad operare con informazioni incomplete.

L'esperto ha inoltre evidenziato un altro aspetto fondamentale. Riguardo a questa "anomalia", la procedura avrebbe dovuto prevedere un avviso specifico. Tale avviso doveva essere rivolto "soprattutto al magistrato". La omissione di questa comunicazione è un ulteriore elemento di criticità.

La difesa di Alberto Stasi

Il professore Francesco Maria Avato ha chiarito la sua posizione. Ha sempre mantenuto la convinzione che la sostanza trovata sui pedali non fosse sangue. La sua testimonianza getta nuova luce sulla gestione delle prove nel caso di Garlasco.

L'ottenimento dei "raw data" nel novembre 2025 ha permesso di far emergere questi dettagli. I dati grezzi hanno rivelato l'esistenza degli esiti nulli del 20 settembre 2007. Questi erano stati omessi o non comunicati alla difesa.

La difesa di Alberto Stasi ha quindi operato senza conoscere tutti gli elementi a disposizione. Questo ha potenzialmente compromesso la capacità di formulare una strategia difensiva completa. La vicenda giudiziaria di Garlasco continua a presentare aspetti controversi.

Nuovi interrogativi sul caso

La dichiarazione di Avato riapre il dibattito sulla correttezza delle procedure investigative. La mancata comunicazione di dati scientifici, specialmente quelli che contraddicono risultati preliminari, è un fatto grave. La difesa ha il diritto di accedere a tutte le prove.

La questione dei "tracciati negativi di controllo" è centrale. La loro assenza impedisce di valutare appieno l'affidabilità dei risultati ottenuti. Questo è particolarmente vero quando si tratta di analisi biologiche complesse.

La testimonianza dell'ex consulente della difesa aggiunge un tassello importante. Offre una prospettiva interna su come vennero gestite le prove scientifiche nel processo a carico di Alberto Stasi. La vicenda di Garlasco potrebbe subire nuove interpretazioni.