Economia

Lago Group: Crisi Hormuz blocca 1 milione di euro di merce

18 marzo 2026, 12:51 5 min di lettura
Lago Group: Crisi Hormuz blocca 1 milione di euro di merce Immagine da Wikimedia Commons Galliera veneta
AD: article-top (horizontal)

La crisi nello Stretto di Hormuz ha un impatto significativo sulla Lago Group. Cinque container di prodotti sono bloccati in mare, con un valore di un milione di euro di merce ferma. L'azienda padovana affronta costi di trasporto raddoppiati e difficoltà logistiche a causa del conflitto.

Impatto della Crisi Geopolitica sulla Logistica Aziendale

La situazione geopolitica nello Stretto di Hormuz sta avendo ripercussioni concrete sull'operatività della Lago Group. La nota azienda di Galliera Veneta, provincia di Padova, si trova ad affrontare serie problematiche nella gestione delle proprie spedizioni internazionali. Il blocco navale imposto in quest'area strategica sta causando ritardi e blocchi che si traducono in perdite economiche tangibili.

Cinque container contenenti prodotti finiti, destinati ai mercati esteri, sono attualmente fermi in mare. Questi imballaggi rappresentano una parte significativa del carico che l'azienda non riesce a far arrivare a destinazione. La loro permanenza in acque internazionali genera incertezza e costi aggiuntivi per la Lago Group.

Oltre ai container bloccati, altri due sono in una situazione di potenziale partenza, ma la loro effettiva spedizione è in forte dubbio. Due ulteriori spedizioni sono state costrette a rientrare dai porti di destinazione, annullando di fatto il viaggio e generando ulteriori complicazioni logistiche e finanziarie. La merce, che include wafer, biscotti e merende, è congelata a causa del conflitto in corso.

Valore Economico della Merce Bloccata e Costi Aggiuntivi

Il valore totale della merce che risulta bloccata o ferma a causa della crisi nello Stretto di Hormuz ammonta a circa un milione di euro. Questa cifra rappresenta un colpo significativo per l'azienda, che vede immobilizzate risorse importanti. La produzione, che dovrebbe essere destinata al consumo, rimane invece ferma, con potenziali impatti sulle scadenze e sugli accordi commerciali.

A questa situazione di stallo si aggiungono altre criticità non meno importanti. L'azienda segnala la difficoltà nel tracciare i propri container. Le navi mercantili, per evitare di diventare bersagli militari, spesso viaggiano con i sistemi di localizzazione (trasponder) disattivati. Questo rende estremamente arduo monitorare la posizione esatta dei carichi e pianificare eventuali azioni correttive.

Il trasporto marittimo, già messo a dura prova, vede inoltre un raddoppio dei costi. La mancanza di copertura assicurativa per le rotte considerate a rischio aumenta esponenzialmente le tariffe. Le compagnie di navigazione sono costrette a richiedere premi più elevati per compensare i rischi accresciuti, scaricando questi costi sui committenti.

Alternative di Trasporto e Impatto sulla Catena di Approvvigionamento Globale

Di fronte all'aumento dei costi marittimi e alle incertezze, la Lago Group valuta anche le alternative. Il trasporto via terra, sebbene inusuale per le lunghe distanze internazionali, viene considerato. Tuttavia, anche questa opzione presenta tariffe ancora più esorbitanti rispetto al trasporto marittimo. I costi logistici diventano quindi proibitivi, rendendo la spedizione di grandi volumi economicamente insostenibile.

Francesco De Marco, Group International Sales Director di Lago Group, sottolinea la gravità della situazione. «Oggi è tutto il commercio mondiale a risentire di questa crisi», afferma. L'area più colpita, secondo la sua analisi, è quella ad Est, poiché sia lo Stretto di Hormuz che il Canale di Suez sono interessati da problematiche che ne limitano la transitabilità. Questo crea un effetto domino sull'intera supply chain globale.

L'impatto si estende ben oltre il semplice blocco delle spedizioni. Si prevede un aumento dei costi delle materie prime essenziali per la produzione. Oli vegetali provenienti dall'Asia e materiali legati all'andamento del prezzo del petrolio, come gli incarti e i cartoni per il packaging, subiranno un incremento di prezzo. Questo fenomeno è direttamente collegato alle tensioni geopolitiche e all'instabilità dei mercati energetici.

Contesto Geografico e Storico delle Tensioni nello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo di fondamentale importanza strategica. Collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman, fungendo da unico sbocco sul mare per diverse nazioni mediorientali. Attraverso questo stretto transita una porzione significativa del petrolio mondiale e di altre merci. La sua chiusura o il suo blocco hanno quindi implicazioni economiche globali immediate e profonde.

Le tensioni nell'area non sono una novità. Storicamente, lo Stretto è stato teatro di incidenti e di manovre militari che hanno creato instabilità. La sua posizione geografica, stretta e facilmente controllabile, lo rende un punto nevralgico per le rotte commerciali e, al contempo, un luogo vulnerabile a potenziali conflitti o blocchi navali. La vicinanza di diverse potenze regionali e internazionali accentua ulteriormente la complessità della situazione.

La crisi attuale, legata a specifici eventi bellici o a tensioni diplomatiche, ha esacerbato queste problematiche preesistenti. Le compagnie di navigazione e le aziende che dipendono dalle rotte marittime internazionali sono costrette a ricalibrare le proprie strategie logistiche, affrontando costi e rischi crescenti. La Lago Group, con sede in Veneto, rappresenta un esempio concreto di come le dinamiche geopolitiche lontane possano avere un impatto diretto e pesante sull'economia locale e nazionale.

Normative e Assicurazioni nel Trasporto Marittimo Internazionale

Le normative internazionali sul trasporto marittimo prevedono specifici accordi e coperture assicurative per mitigare i rischi. Tuttavia, in scenari di conflitto aperto o di forte instabilità geopolitica, queste coperture possono diventare insufficienti o estremamente costose. Le polizze assicurative per il trasporto di merci (Hull and Machinery, P&I - Protection and Indemnity) sono fondamentali per proteggere armatori e caricatori da perdite economiche dovute a incidenti, danni o blocchi.

Quando un'area viene dichiarata a rischio elevato, le compagnie assicurative aumentano i premi o escludono determinate coperture. Questo è quanto sta accadendo per le spedizioni che transitano vicino o attraverso zone di conflitto come lo Stretto di Hormuz. L'assenza di copertura assicurativa adeguata rende le navi e i loro carichi estremamente vulnerabili, spingendo gli armatori a richiedere compensazioni maggiori per coprire i rischi.

Le compagnie come la Lago Group si trovano quindi a dover affrontare un doppio problema: la difficoltà fisica di far arrivare la merce a destinazione e l'aumento vertiginoso dei costi logistici e assicurativi. La necessità di trovare soluzioni alternative, come il trasporto terrestre, evidenzia la fragilità delle catene di approvvigionamento globalizzate quando vengono meno le vie di comunicazione marittime tradizionali. La situazione richiede un'attenta valutazione dei rischi e una pianificazione strategica a lungo termine per garantire la continuità operativa.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: