Cultura

MA*GA: mostre, ricerca e giovani artisti per il futuro

17 marzo 2026, 06:10 3 min di lettura
MA*GA: mostre, ricerca e giovani artisti per il futuro Immagine generata con AI Gallarate
AD: article-top (horizontal)

Successo mostra Kandinsky e futuro del MA*GA

Il Museo MA*GA di Gallarate ha registrato un notevole successo con la recente esposizione dedicata a Wassily Kandinsky e al suo legame con l'arte italiana. La direttrice Emma Zanella ha annunciato che la mostra, arricchita da opere di artisti del calibro di Paul Klee, Joan Miró e Lucio Fontana, ha attirato quasi trentamila visitatori, con previsioni di superare i quarantamila entro la chiusura.

L'esposizione ha messo in luce l'influenza profonda di Kandinsky sugli artisti italiani emergenti degli anni '30, come Lucio Fontana e Fausto Melotti, che trovarono nella sua arte astratta una via di emancipazione dalla figurazione tradizionale. La mostra ha offerto una selezione significativa delle loro opere, testimoniando il ruolo fondativo della personale di Kandinsky alla Galleria del Milione di Milano nel 1934.

Programma triennale e nuove esposizioni

Guardando avanti, il MA*GA sta definendo un ambizioso programma triennale che include grandi mostre storiche, progetti di ricerca e iniziative a sostegno degli artisti contemporanei. Il 24 maggio saranno inaugurate due importanti esposizioni: «Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964–1971» e «Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche».

Questi progetti, sviluppati in collaborazione con gli archivi degli artisti, celebrano l'acquisizione di nuove opere grazie ai bandi del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Lombardia e del Comune di Gallarate. Il Premio Gallarate, Arte Viva, giunto alla XXVIII edizione, conferma l'impegno del museo verso la scena artistica emergente.

Il MA*GA come centro culturale poliedrico

Il MA*GA si propone come una destinazione culturale a tutto tondo, andando oltre la mera esposizione di opere. Attraverso il “Patto per le Arti”, il museo crea un legame tra arte e impresa, promuovendo valore reciproco sul territorio. Il Centro di ricerca Italia 2050, fondato nel 2023, si dedica allo studio del patrimonio artistico e al supporto di nuovi talenti attraverso dottorati e progetti di ricerca.

Il Dipartimento educativo mira a rendere l'arte accessibile a tutti, considerandola uno strumento di crescita e inclusione sociale. La direttrice Zanella sottolinea come il museo moderno sia un organismo dinamico, uno spazio di ricerca, formazione e sperimentazione, capace di intrecciare diversi linguaggi artistici e di contribuire attivamente alla vita culturale della comunità.

Superare il pregiudizio di museo provinciale

Emma Zanella esprime il desiderio di sfatare il pregiudizio che ancora relega il MA*GA a un ruolo provinciale. Sottolinea la sua importanza a livello nazionale, con una collezione di settemila opere che spaziano dall'arte moderna a quella contemporanea, includendo capolavori di artisti come Vedova e Fontana, fino a produzioni attuali. L'installazione «Un paesaggio da lontano» di Massimo Bartolini, che ha rappresentato l'Italia alla Biennale di Venezia, segna l'ingresso del museo e ne testimonia la vocazione innovativa.

Il museo coltiva una forte relazione con le istituzioni culturali milanesi, ma propone un modello alternativo, meno centralizzato, attraverso la rete «Archivi del Contemporaneo». Questo network collega musei, case-museo e studi d'artista, creando un percorso artistico che attrae visitatori da Milano e oltre, fino in Svizzera.

AD: article-bottom (horizontal)