MA*GA: mostre, ricerca e giovani artisti nel futuro
Mostra Kandinsky attira migliaia di visitatori
Il Museo MA*GA di Gallarate ha registrato un notevole successo con la sua recente esposizione dedicata a Wassily Kandinsky e al suo impatto sull'arte italiana. La mostra, che include circa trentamila visitatori, si avvia verso la chiusura prevista per il 12 aprile, con l'obiettivo di raggiungere quota 40 mila presenze.
L'esposizione, intitolata «Kandinsky e l’Italia», vanta 130 opere, tra cui spiccano venti lavori del maestro russo, affiancati da creazioni di artisti del calibro di Paul Klee, Joan Miró e Lucio Fontana. Particolare attenzione è dedicata al profondo, seppur controverso, legame tra Kandinsky e gli artisti italiani.
Kandinsky e l'arte italiana: un legame storico
La direttrice del MA*GA, Emma Zanella, sottolinea l'importanza della personale di Kandinsky alla Galleria del Milione di Milano nel 1934. Questo evento fu cruciale per l'affermazione dell'arte non oggettiva in Italia.
Attorno a quell'appuntamento si riunì una generazione di artisti emergenti, oggi considerati maestri. Tra questi, Lucio Fontana e Fausto Melotti riconobbero nella libertà formale e spirituale di Kandinsky una nuova via per emanciparsi dal naturalismo e dalla retorica figurativa dominante.
Progetti futuri: ricerca e nuovi talenti
Il MA*GA sta definendo un ambizioso programma triennale. Questo piano prevede grandi mostre storiche focalizzate sulle interconnessioni tra artisti nazionali e internazionali, progetti di ricerca innovativi e iniziative mirate a sostenere gli artisti contemporanei.
Il 24 maggio saranno inaugurate due nuove importanti mostre: «Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964–1971» e «Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche». Entrambe le esposizioni celebrano l'acquisizione di nuove opere per le collezioni del museo, grazie a bandi del Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Gallarate.
Il museo come centro culturale poliedrico
Il MA*GA aspira a essere una destinazione culturale completa, andando oltre la semplice programmazione espositiva. Attraverso il «Patto per le Arti», il museo promuove un sodalizio tra arte e impresa, generando valore reciproco.
Con il Centro di ricerca Italia 2050, fondato nel 2023, il museo si dedica allo studio del patrimonio artistico e al supporto di nuovi talenti, ospitando dottorati e progetti di ricerca. Il Dipartimento educativo, inoltre, mira a rendere l'arte accessibile a tutti, promuovendone il valore come strumento di crescita e inclusione.
Il museo nell'era contemporanea
Emma Zanella descrive il museo moderno come un organismo culturale dinamico e complesso. Non è più solo un luogo di conservazione, ma uno spazio vitale per la ricerca, la formazione e la sperimentazione, aperto al dialogo con diverse componenti della società.
Il museo contemporaneo funge da piattaforma culturale che intreccia molteplici linguaggi, dall'arte alla musica, dalla performance alla scrittura, contribuendo attivamente alla vita culturale e sociale della comunità.
Rapporto con Milano e sfatare i pregiudizi
Il MA*GA intrattiene una forte relazione con diverse istituzioni culturali milanesi, tra cui l'Accademia di Brera. L'obiettivo non è competere con Milano, ma offrire un modello culturale alternativo.
La rete «Archivi del Contemporaneo» collega musei, case-museo e studi d'artista nel territorio, proponendo un'offerta culturale meno centralizzata e ricca di scoperte. Molti visitatori seguono questo percorso artistico, spostandosi tra il MA*GA, Milano e persino la Svizzera.
La direttrice esprime il desiderio di sfatare il pregiudizio che vede il MA*GA come un museo di provincia. Sottolinea come l'ente culturale sia di rilevanza nazionale, inserito in un territorio con una ricca storia e una forte presenza industriale. La collezione del museo, con circa settemila opere, offre una panoramica unica sull'arte moderna e contemporanea, dai capolavori di Vedova e Fontana alle produzioni più recenti.