Gallarate: arrestati due ventenni per rapina e violenza
Aggressioni e rapine a Gallarate: due arresti
Due giovani di Gallarate, entrambi ventenni, sono stati posti agli arresti domiciliari per una serie di gravi reati commessi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Le accuse includono rapina aggravata, lesioni personali in concorso e violenza sessuale.
Gli episodi criminali si sono verificati in diverse zone della città, con particolare riferimento all'area compresa tra la stazione ferroviaria e il centro cittadino. Le indagini hanno permesso di ricostruire le dinamiche delle aggressioni.
Rapina e violenza a un giovane per un furto di bicicletta
Il primo grave fatto risale al 7 dicembre 2025. Un giovane è stato aggredito brutalmente nel sottopassaggio della stazione da un gruppo di individui intenzionati a rubargli la bicicletta. La vittima ha subito calci e pugni, venendo lasciata all'esterno della stazione con un trauma cranico e ferite al volto.
Questo atto di violenza mirava a impossessarsi di un bene altrui con metodi brutali, lasciando la vittima in condizioni di salute precarie e profondamente scossa dall'accaduto.
Molestie sessuali e aggressione a un passante
Un secondo episodio, avvenuto il 18 dicembre 2025 nel pieno centro di Gallarate, ha visto una donna subire pesanti molestie e palpeggiamenti da parte di sconosciuti. La donna è riuscita a difendersi utilizzando uno spray al peperoncino.
Un uomo che ha tentato di intervenire in sua difesa è stato a sua volta aggredito. È stato colpito con bottiglie di vetro, trascinato fuori dalla propria auto e derubato di 300 euro, venendo infine lasciato a terra ferito.
Indagini e provvedimenti giudiziari
Le indagini, condotte dalla polizia di Stato e coordinate dalla Procura, si sono avvalse di immagini delle telecamere di sorveglianza e delle testimonianze di residenti e commercianti. L'autorità giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari per i due ventenni, con il divieto di comunicare con persone estranee al nucleo familiare, anche attraverso mezzi telematici.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Busto Arsizio ha emesso il provvedimento restrittivo, sottolineando la gravità dei reati contestati e la necessità di tutelare la comunità.