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La Procura di Roma ha avviato indagini per corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio relative al progetto del Ponte sullo Stretto. Sono state disposte perquisizioni nei confronti di tre persone, tra cui un ex magistrato della Corte dei Conti.

Indagini su progetto ponte Stretto

Le autorità giudiziarie romane stanno conducendo accertamenti per presunta corruzione e violazione del segreto d'ufficio. Le indagini si concentrano sul processo di approvazione del progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

I Carabinieri del ROS hanno ricevuto l'incarico di eseguire decreti di perquisizione. Questi provvedimenti riguardano tre individui sospettati di illeciti. Tra gli indagati figura un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, ora in pensione.

Sono coinvolti anche un legale, precedentemente membro del consiglio di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa", e un noto imprenditore. Le attività investigative mirano a chiarire le condotte dei soggetti coinvolti.

Tentativi di condizionare la Corte dei Conti

Le indagini hanno messo in luce presunti tentativi di influenzare l'esame di legittimità della Corte dei Conti. L'obiettivo sarebbe stato quello di favorire l'approvazione del progetto definitivo dell'opera pubblica.

Secondo quanto emerso dalla Procura di Roma, l'avvocato e l'imprenditore avrebbero avvicinato il magistrato contabile. A quest'ultimo sarebbe stata promessa la possibilità di ricoprire future cariche in enti pubblici.

Tale promessa sarebbe stata subordinata all'azione del giudice per agevolare l'approvazione del progetto. L'intento era quello di assicurare il favore della Corte dei Conti alla società "Stretto di Messina Spa".

Rivelazione di segreti e scambi di favori

L'impianto accusatorio ipotizza che i due indagati abbiano cercato di contattare altri magistrati. L'obiettivo era quello di ottenere supporto per gli interessi del gruppo legato all'opera infrastrutturale.

Sarebbero state inoltre rivelate a terzi informazioni riservate. Tali notizie sarebbero state acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato.

Quest'ultimo, secondo le accuse, avrebbe manifestato la propria disponibilità. Avrebbe fornito aggiornamenti costanti sull'iter procedurale presso la Corte dei Conti. Inoltre, avrebbe condiviso informazioni confidenziali sull'orientamento dei colleghi e sull'esito delle camere di consiglio.

Richieste di incarichi e memorie

Il magistrato contabile indagato avrebbe esaminato una decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025. Si sarebbe impegnato a preparare una memoria a favore della "Stretto di Messina Spa".

Tale memoria sarebbe stata destinata al commercialista della società. In cambio, il giudice avrebbe espresso interesse a ricoprire la carica di Presidente dell'Antitrust o di un'altra società partecipata.

Le perquisizioni si sono svolte in diverse località. Sono state effettuate a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone.

Durante le operazioni sono stati rinvenuti e sequestrati diversi dispositivi elettronici e documenti. Questi materiali saranno sottoposti ad analisi per valutarne la rilevanza probatoria.

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