È stato istituito a Frosinone il 66° Stormo, un nuovo centro interforze per la formazione di piloti di droni. L'iniziativa mira a rispondere alle crescenti necessità operative in scenari moderni.
Nuovo polo per piloti di droni a Frosinone
È stato ufficialmente costituito il 66° Stormo dell'Aeronautica Militare. Questo nuovo reparto rappresenta un polo formativo interforze. Si occuperà specificamente degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). La cerimonia di insediamento si è tenuta presso l'aeroporto militare intitolato a Girolamo Moscardini. La sede scelta è Frosinone.
All'evento hanno partecipato figure di spicco. Tra questi il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago. Presenti anche il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, generale Antonio Conserva. Non è mancata la presenza del sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli.
Colonnello Santeramo alla guida del 66° Stormo
Il comando del nuovo reparto è stato affidato al colonnello Marco Santeramo. Il colonnello vanta una precedente esperienza significativa. Aveva ricoperto il ruolo di direttore del 'Centro di Eccellenza APR'. Questo incarico era presso il 3° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica. La sua precedente sede era l'aeroporto di Amendola, in provincia di Foggia.
Il 66° Stormo nasce sfruttando l'infrastruttura esistente. Si basa infatti sull'eredità del 72° Stormo. Quest'ultimo è stato una storica scuola di volo per piloti di elicotteri. Ha operato per oltre sessant'anni proprio a Frosinone. Recentemente, il 72° Stormo è stato trasferito a Viterbo.
Formazione avanzata per droni militari
La nuova struttura riunisce in un'unica sede le principali attività formative. Comprende anche quelle dottrinali e sperimentali. Queste sono dedicate al settore dei droni all'interno della Difesa. Un'attenzione particolare è rivolta all'integrazione tra Aeronautica Militare ed Esercito. Il polo garantirà percorsi formativi diversificati. Saranno offerti corsi basici, avanzati e specialistici. Questi seguiranno rigorosamente gli standard stabiliti a livello interforze e dalla NATO.
Fonti dell'Aeronautica Militare hanno sottolineato l'importanza strategica dell'iniziativa. «La costituzione del 66° Stormo rappresenta un passaggio strategico nel processo di modernizzazione dell'Aeronautica Militare», hanno dichiarato. L'obiettivo è rispondere alle crescenti esigenze operative. Questo è fondamentale negli attuali scenari multidominio.
Integrazione e standardizzazione nell'uso dei droni
Il nuovo stormo avrà il compito di formare i piloti. Questi saranno destinati all'impiego dei sistemi APR di categoria 'Certified'. L'istituzione del 66° Stormo favorirà l'integrazione tra le diverse forze armate. Promuoverà l'interoperabilità e la standardizzazione delle risorse. Questo avverrà nell'ambito complessivo della Difesa nazionale.
La scelta della denominazione 66° non è casuale. Essa richiama il retaggio storico dei reparti dedicati all'osservazione aerea. Lo stemma del nuovo stormo è stato disegnato con cura. Raffigura una gazza tecnologica. Questo simbolo rappresenta l'osservazione, l'intelligenza e la capacità di analisi. Sono presenti anche elementi grafici specifici. Questi ultimi simboleggiano il collegamento uomo-macchina. Indicano i sistemi di comando e controllo. Infine, sottolineano l'orientamento verso l'innovazione tecnologica.