Cronaca

Massacro Aigues-Mortes: targa per le vittime italiane

15 marzo 2026, 20:08 2 min di lettura
Massacro Aigues-Mortes: targa per le vittime italiane Immagine da Wikimedia Commons Frassino
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Commemorazione vittime italiane in Francia

Aigues-Mortes, cittadina della Camargue, ha reso omaggio alle vittime italiane del tragico massacro avvenuto nel 1893. È stata inaugurata una targa commemorativa per ricordare i dieci operai uccisi dalla violenza xenofoba nelle saline locali il 16 e 17 agosto di quell'anno.

Tra le vittime identificate, due provenivano dalla provincia di Cuneo: Giovanni Bonetto, 31 anni, di Frassino, e Giuseppe Merlo, 29 anni, di Centallo. L'episodio di violenza scaturì dall'accusa, mossa da una folla inferocita, che gli operai italiani sottraessero lavoro alla manodopera francese.

La riscoperta di un pogrom dimenticato

Questo evento, a lungo dimenticato, è stato riportato alla luce grazie all'instancabile lavoro dello storico Enzo Barnabà. Il suo impegno pluriennale ha permesso il riconoscimento ufficiale di queste vittime, culminato con l'apposizione della targa.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione del sindaco Pierre Mauméjean, del Consiglio Municipale e del Console Generale d'Italia. La targa, realizzata in francese e italiano, elenca i nomi delle vittime riconosciute.

Nomi delle vittime e figure di solidarietà

Oltre a Giovanni Bonetto e Giuseppe Merlo, la targa ricorda Vittorio Caffaro (Pinerolo), Bartolomeo Calori (Torino), Amaddio Caponi (San Miniato), Lorenzo Rolando (Altare), Giuseppe Tasso (Alessandria), Secondo Torchio (Tigliole d’Asti), Paolo Zanetti (Nese) e un decimo operaio non identificato.

Il memoriale rende omaggio anche ai cosiddetti “Giusti”, persone che aiutarono alcuni lavoratori a mettersi in salvo. Tra questi, l'abate Jacques Eugène Mauger e la fornaia Adélaïde Fontaine, la cui attività divenne un rifugio per alcuni perseguitati.

Un appello alla memoria nel Cuneese

Durante la commemorazione, è emerso l'auspicio che le vittime vengano ricordate con analoga visibilità anche nei loro paesi d'origine. Questo appello si rivolge in particolare alla provincia di Cuneo, invitata a confrontarsi con questa dolorosa pagina di storia, ancora poco conosciuta.

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