Borgo Soandri a Sutrio si conferma un modello di successo per lo sviluppo turistico e l'economia locale. La ricerca dell'Università di Udine evidenzia ricadute economiche significative, con un impatto positivo sull'occupazione e sulla rivitalizzazione del territorio.
L'impatto economico di Borgo Soandri
L'albergo diffuso Borgo Soandri, situato a Sutrio, rappresenta un esempio virtuoso di sviluppo economico per la Carnia. Una ricerca condotta dall'Università degli Studi di Udine ha quantificato le sue ricadute positive sul territorio. I risultati dello studio sono stati presentati a Udine.
L'indagine ha rivelato che la struttura genera circa 1,9 milioni di euro di ricadute economiche dirette. L'indotto complessivo, ovvero l'effetto moltiplicatore sull'economia locale, è stimato tra 1,9 e 2,5 milioni di euro. Questo dato sottolinea la capacità di Borgo Soandri di generare valore ben oltre la sua attività principale.
Il gettito fiscale derivante dalle attività legate all'albergo diffuso supera i 500mila euro. Queste cifre dimostrano l'importanza della struttura non solo per il turismo, ma anche per le casse pubbliche. L'assessore regionale alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini, ha definito Borgo Soandri una «scommessa vinta».
«Venticinque anni fa l'albergo diffuso era una visione pionieristica», ha dichiarato Bini. Oggi, la struttura di Sutrio «anticipa i tempi e diventa un motore economico per Sutrio e l'intera Carnia». Le sue parole sono state pronunciate durante la presentazione della ricerca universitaria.
Un modello di successo per la montagna
Lo studio, curato da Michela C. Mason, Luca Iseppi e Stefania Troiano, evidenzia come Sutrio abbia visto triplicare il numero di pernottamenti dal 2000. Questo incremento è un chiaro segnale della vocazione turistica ormai affermata del comune.
Bini ha sottolineato come Borgo Soandri sia un «formidabile motore economico». La sua attività contribuisce a contrastare lo spopolamento delle aree montane. Inoltre, sostiene le attività commerciali e artigianali locali. Garantisce anche la riqualificazione di numerosi edifici nel borgo.
Nel 2025, la struttura ha registrato 15.892 presenze. Un dato significativo è la crescita dei flussi turistici anche nei mesi primaverili. Questo indica una strategia di destagionalizzazione efficace. La capacità di attrarre visitatori durante tutto l'anno è fondamentale per la stabilità economica.
L'assessore Bini ha ringraziato l'Ateneo di Udine per la ricerca. Ha evidenziato l'importanza di avere «dati concreti» per le decisioni politiche. Ha poi ripercorso i provvedimenti regionali a sostegno del settore ricettivo montano.
Investimenti regionali per gli alberghi diffusi
Con dicembre 2025, la Regione ha stanziato circa 16,6 milioni di euro. Questi fondi sono destinati al potenziamento del sistema ricettivo. Una particolare attenzione è rivolta agli alberghi diffusi in montagna. Queste strutture sono considerate cruciali per la vitalità dei borghi.
Un bando specifico, con un impegno di 3,8 milioni di euro, è stato dedicato al potenziamento degli alberghi diffusi. Questo bando si è chiuso a dicembre e ha coinvolto 10 Comuni. Tra questi figurano Paluzza, Comeglians, Ovaro, Claut, Forgaria nel Friuli, Sutrio, Socchieve, Paularo, Forni di Sotto e Tolmezzo.
Sono stati inoltre finanziati 30 progetti privati. Questi mirano alla ristrutturazione di unità immobiliari da adibire ad alberghi diffusi. L'investimento totale per questi progetti ammonta a 574mila euro. Vi è il vincolo di gestione per almeno dieci anni. Ciò garantisce la continuità dell'offerta turistica.
Coinvolgere i giovani e valorizzare l'autenticità
Secondo l'assessore Bini, la sfida futura non è solo creare nuovi posti letto. La vera sfida è coinvolgere le nuove generazioni. «Dobbiamo far ricredere i giovani nella possibilità di fare impresa in montagna», ha affermato l'esponente della Giunta.
Ha sottolineato la necessità di «meno slogan e più sostanza». Questo si ottiene semplificando le normative per chi decide di investire nelle aree interne. L'obiettivo è rendere più accessibile l'avvio di nuove attività imprenditoriali.
La strategia generale resta quella di valorizzare l'autenticità dei borghi. Si punta a trasformare le radici culturali e storiche delle comunità in un punto di forza. L'intento è attrarre un turismo esperienziale. Un turismo che cerca l'autenticità e si allontana dai flussi di massa.
Durante l'incontro sono intervenuti anche il presidente dell'albergo diffuso Silvio Ortis. Presenti anche il presidente regionale di Confcooperative Friuli Venezia Giulia Daniele Castagnaviz e il sindaco di Sutrio Mattia Manlio. La loro partecipazione ha arricchito il dibattito sull'importanza di queste realtà per il territorio.
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