Il Tar dell'Emilia Romagna ha annullato il Daspo a Nicola Boccia, calciatore 33enne di Forlimpopoli, dopo un anno di squalifica e divieto di accesso agli stadi. Boccia si dichiara innocente e desideroso di riprendere la sua carriera sportiva.
Annullato Daspo a calciatore dopo un anno
Un divieto di assistere agli eventi sportivi ha colpito Nicola Boccia. Il 33enne giocatore dell'Artusianna di Forlimpopoli ha vissuto un anno complicato. Il 29 aprile 2025, al termine di un incontro contro il Torresavio a San Vittore di Cesena, Boccia fu espulso. Il referto arbitrale riportava aggressioni e intimidazioni, inclusa una presunta minaccia di pugno. Questo portò a una squalifica sportiva di un anno e a un Daspo di 18 mesi.
Tuttavia, il Tar dell'Emilia Romagna ha ribaltato la situazione il 16 marzo. Il tribunale ha annullato il provvedimento nei confronti del calciatore. Le motivazioni includono prove insufficienti sui fatti contestati. Inoltre, è emersa una discordanza tra le dichiarazioni arbitrali e quanto verificato dai Carabinieri. Questi ultimi erano intervenuti per monitorare la situazione durante l'incontro.
Nonostante l'annullamento del Daspo, la squalifica sportiva di un anno rimane in vigore. Boccia esprime rammarico per l'intera vicenda. Questa situazione ha avuto un impatto significativo sulla sua vita.
Le dichiarazioni del calciatore Nicola Boccia
Nicola Boccia ha raccontato la sua versione dei fatti. L'espulsione è avvenuta a seguito di proteste verso la sua panchina. Boccia aveva chiesto di essere sostituito, usando forse parole poco educate. L'arbitro si è sentito offeso e ha estratto il cartellino rosso. Il giocatore ha definito la decisione priva di senso.
Successivamente, Boccia si è avvicinato all'arbitro per chiedere spiegazioni, ammettendo un certo nervosismo. Dopo essere uscito dal campo, ha continuato a insultare, ma ha negato qualsiasi contatto fisico. Ha affermato: «Non ho mai alzato un mignolo contro di lui». A fine partita, ha seguito l'arbitro verso gli spogliatoi per ottenere ulteriori chiarimenti.
Fuori dallo spogliatoio arbitrale si verificò un piccolo alterco. Coinvolti giocatori e dirigenti della squadra avversaria. Boccia ha sottolineato che nessuno ha colpito nessuno. Rientrato negli spogliatoi, si è calmato. Successivamente, ha aiutato il mister a caricare il furgone nel parcheggio. Fu in quel momento che arrivarono i Carabinieri.
Boccia ha raccontato la sua versione ai militari, tranquillizzandoli. Ha spiegato che le forze dell'ordine hanno constatato la sua non minacciosità. Il referto dei Carabinieri ha smentito la versione dell'arbitro, come dichiarato dallo stesso Boccia.
L'impatto della vicenda sulla vita di Boccia
L'ultimo anno è stato descritto da Boccia come «lungo e faticoso». La famiglia ha dovuto affrontare ingenti spese legali. La situazione ha portato Boccia a sentirsi «messo alla gogna mediatica». Molte persone lo consideravano un delinquente. La vicenda ha pesato anche sulla sua famiglia, in particolare sulla madre.
Boccia ha perso anche opportunità lavorative. Come Dj, molti locali hanno smesso di chiamarlo dopo l'accaduto. Ha espresso gratitudine verso coloro che gli sono stati vicini. Un ringraziamento speciale va a chi ha testimoniato in suo favore in tribunale. Boccia ha manifestato delusione per la mancanza di supporto dall'altra società coinvolta, nonostante una richiesta esplicita.
La reazione alla sentenza del Tar e il futuro
La notizia dell'annullamento del Daspo da parte del Tar è stata accolta da Boccia come una «liberazione totale». Si è detto felicissimo e ora desidera ripristinare la sua reputazione. Vuole riprendere la dignità che ritiene gli spetti. Ha affermato che la ricostruzione dei fatti è stata distorta e ingigantita. Si è sentito dipinto in modo non veritiero.
Riguardo al futuro, Boccia conferma il suo desiderio di tornare a giocare a calcio. Ha dichiarato: «Sì, non mi piaceva finire la carriera così». Gioca a calcio fin da quando aveva 5 anni. Ha sempre evitato episodi violenti, come da lui stesso affermato.