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La comunità di Forlì è in lutto per la scomparsa di Giovanni Mario Tavoletti, figura poliedrica che ha ricoperto il ruolo di vicesindaco e assessore. La sua eredità include un lungo percorso come docente e un impegno politico costante.

Addio a Giovanni Tavoletti, una vita per Forlì

La città di Forlì saluta Giovanni Mario Tavoletti, scomparso recentemente. La sua figura è stata centrale in diversi ambiti della vita cittadina. Ha ricoperto importanti cariche istituzionali, tra cui quella di vicesindaco. La sua dedizione alla comunità è stata profonda e duratura.

La famiglia ha annunciato la triste notizia. I funerali si terranno il 28 aprile 2026. La cerimonia avrà inizio alle ore 14:00. Il corteo funebre partirà dall'Ospedale Pierantoni di Vecchiazzano. La funzione religiosa si svolgerà presso la Chiesa di San Biagio. Successivamente, la salma proseguirà verso il Cimitero della Pianta.

Il decesso è avvenuto il 25 aprile. La notizia ha destato profondo cordoglio tra coloro che lo hanno conosciuto. La sua assenza lascia un vuoto significativo nel panorama locale.

Un professore e politico al servizio della comunità

La famiglia lo descrive come una «figura stimatissima e profondamente legata alla città di Forlì». Ha dedicato la sua esistenza alla crescita della comunità. Il suo operato ha lasciato un'impronta indelebile in molteplici settori. La sua eredità è un esempio di impegno civile.

Come storico professore, ha insegnato scienze, chimica e biologia. Ha guidato generazioni di studenti forlivesi. Il suo insegnamento si è svolto nei principali istituti superiori della città. Molti ex alunni conservano un ricordo prezioso del suo contributo formativo.

Di profonda fede cattolica, ha vissuto la politica come un servizio. Ha agito sempre in coerenza con i suoi valori morali. Ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana. Ha mantenuto un ruolo attivo nel dibattito cittadino fino agli ultimi momenti. La sua partecipazione è stata costante.

L'impegno istituzionale e le passioni di Tavoletti

La città lo ricorda specialmente per il suo ruolo istituzionale. È stato vicesindaco durante la legislatura guidata da Rusticali. Ha ricoperto anche la carica di assessore allo Sport. Inoltre, è stato consigliere comunale. Il suo contributo è stato fondamentale per la gestione della città.

Lo sport e la natura rappresentavano le sue più grandi passioni. Era un fervente sostenitore della Pallacanestro Forlì. Non mancava mai di offrire il suo supporto alla squadra. La sua presenza era un incoraggiamento costante per gli atleti.

Amante della montagna, ha frequentato assiduamente le Dolomiti in Val di Fassa. Questo legame è nato e si è rafforzato nel tempo. Un ruolo importante in questo senso è stato svolto dall'amicizia con Don Guido Sansavini. Con lui ha condiviso momenti di spiritualità e vita comunitaria in alta quota.

Il suo spirito vivace è stato immortalato anche artisticamente. Il pittore Nadiani realizzò una sua celebre caricatura. Questo ritratto testimonia la sua popolarità e il suo carattere gioviale. Era una figura apprezzata per la sua simpatia.

Giovanni Mario Tavoletti lascia la moglie, Maria Giovanna Righini. Lascia inoltre i figli Francesco e Stefano, le nuore e i nipoti. La sua famiglia porterà avanti il suo ricordo.

Il cordoglio dell'amministrazione comunale

Il Sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ha espresso il cordoglio dell'amministrazione. A nome della Giunta e del Consiglio, partecipa al lutto della famiglia. Tavoletti è ricordato come «cattolico impegnato in politica e nell’associazionismo». Fu vicesindaco dal 1995 al 1999.

Durante il suo mandato, dimostrò qualità di amministratore attento e scrupoloso. Il Sindaco Zattini ha apprezzato il suo valore umano. Ha riconosciuto le sue capacità durante gli anni di militanza comune nella Democrazia Cristiana. Era un uomo moderato e riflessivo.

Ha sempre dedicato impegno e passione al servizio della città. Questo impegno si è esteso anche al mondo della scuola e del volontariato. L'amministrazione esprime vicinanza alla moglie Maria Giovanna Righini e ai figli Francesco e Stefano. Si stringe a tutti coloro che hanno condiviso percorsi di lavoro, politica e solidarietà con lui.