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I carabinieri di Forlì riaprono le indagini sui misteriosi decessi avvenuti durante trasporti in ambulanza. Nuovi testimoni verranno ascoltati per chiarire le circostanze e confrontare le versioni.

Nuovi testimoni sotto esame

I militari dell'Arma dei Carabinieri a Forlì stanno per avviare una nuova fase di indagini. L'obiettivo è raccogliere ulteriori testimonianze sul caso dei decessi in ambulanza. L'inchiesta è coordinata dalla locale Procura. Si concentreranno le attenzioni sui colleghi di Luca Spada presso la Croce Rossa. Sarà ascoltata anche una socia dell'agenzia di pompe funebri. Probabilmente verranno sentite altre persone informate sui fatti.

Questi nuovi incontri seguono il lungo interrogatorio di Luca Spada, 27enne. Egli è attualmente detenuto con l'accusa di omicidio pluriaggravato. La vittima principale è Deanna Mambelli, 85 anni. La donna è deceduta il 25 novembre durante un trasporto sanitario. Spada risulta indagato anche per altri cinque casi simili. Tuttavia, per questi ultimi, il giudice non ha disposto misure cautelari.

Dubbi sulla ricostruzione dei fatti

Emergono significative discrepanze tra le informazioni raccolte finora e quanto dichiarato da Spada. Secondo quanto riportato da testate locali, diversi aspetti non quadrano. Le incongruenze hanno spinto i carabinieri a riascoltare i testimoni. L'intento è mettere a confronto le loro dichiarazioni con la versione fornita dall'indagato. Questo passaggio è cruciale per fare chiarezza sulla dinamica degli eventi.

I legali della difesa di Spada attendono la trascrizione completa dell'interrogatorio. Solo dopo averla ricevuta potranno presentare una richiesta formale per la scarcerazione del loro assistito. La strategia difensiva si basa sull'analisi dettagliata di ogni elemento emerso durante le indagini e le audizioni.

La telecamera sull'ambulanza

Le carte dell'inchiesta rivelano dettagli sulla vicenda della telecamera installata sull'ambulanza. Il dispositivo era stato posizionato il 25 novembre 2025. L'obiettivo era cogliere in flagrante il presunto responsabile. Purtroppo, la telecamera non funzionò a causa di un problema di alimentazione. I carabinieri intervennero nella notte per ripararla.

Fu solo il giorno successivo, il 26 novembre, che Spada si rese conto della presenza del dispositivo. Questo avvenne dopo che la signora Mambelli era già deceduta. La scoperta tardiva della telecamera aggiunge un ulteriore elemento di complessità alla ricostruzione dei fatti. L'episodio solleva interrogativi sul tempismo e sulle modalità dell'installazione del sistema di sorveglianza.

La Procura continua a lavorare per ricostruire con precisione ogni singolo evento. L'obiettivo è accertare le responsabilità e fornire risposte ai familiari delle vittime. Le indagini proseguono con determinazione per fare piena luce su questi tragici episodi. L'esito degli interrogatori e delle analisi scientifiche sarà fondamentale.

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