Nuove audizioni a Forlì riaccendono i riflettori sui decessi sospetti legati a un autista soccorritore. Emergono incongruenze sulla siringa ritrovata e sull'iniezione d'aria per il massaggio cardiaco.
Nuove audizioni in corso a Forlì
Le indagini sui decessi sospetti a Forlì hanno visto una ripresa delle audizioni. I Carabinieri hanno ascoltato diversi testimoni. Questo avviene dopo l'interrogatorio di Luca Spada, 27 anni. L'autista soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro è detenuto. È accusato di omicidio pluriaggravato. Il reato riguarda la morte di Deanna Mambelli, 85 anni. Il decesso è avvenuto il 25 novembre 2025. Il trasporto in ambulanza vedeva presente anche l'indagato.
La giornata di audizioni è iniziata con la titolare di un'agenzia di pompe funebri. Anche il suo coniuge è stato sentito. Gli inquirenti stanno indagando sui rapporti lavorativi. Si cercano possibili collegamenti tra l'attività di soccorritore di Spada e quella di supporto nei servizi funebri. Non sono emersi riscontri diretti su questo fronte. Tuttavia, presso la sede dell'agenzia a Meldola, sono stati sequestrati un abito di Spada e un attaccapanni. È importante notare che nessun funerale delle presunte vittime di Spada è stato gestito da questa agenzia. La coppia è stata nuovamente ascoltata dai Carabinieri.
Colleghi e messaggi sotto esame
Nel pomeriggio, l'attenzione si è spostata sui colleghi di Spada. In particolare, è stato sentito un collega a cui erano indirizzati alcuni messaggi intercettati. Questi messaggi sono stati definiti «disdicevoli» dagli avvocati di Spada, Marco Martines e Gloria Parigi. La difesa sostiene che non abbiano rilevanza penale. Tra questi messaggi, uno del 17 novembre 2025 diceva: «Bisogna che mercoledì 26 facciamo la lunga assieme così secchiamo qualcuno e siamo perfetti». Un altro messaggio rivelava il sospetto di Spada sulla presenza di una telecamera nell'ambulanza. Questa telecamera era stata installata dai Carabinieri di Forlì per monitorare Spada. Purtroppo, non era funzionante durante il trasporto dell'85enne.
È stata ascoltata anche la collega presente nell'ambulanza con Spada durante l'ultimo viaggio della signora Mambelli. La donna ha riferito di aver trovato una siringa aperta durante le operazioni di pulizia. «Il tappo non c’era, il tappo l’ho raccolto io. Era aperta», si legge nell'ordinanza. Spada, durante il suo interrogatorio, avrebbe giustificato la presenza della siringa a terra. Ha affermato che, all'arrivo dell'infermiera dopo la crisi della paziente, entrambi aprirono una siringa. Lui l'avrebbe poi riposta. In questo scenario, la siringa avrebbe dovuto avere il suo tappo.
L'ipotesi dell'aria nel corpo
Emergono ulteriori dettagli dall'interrogatorio di Spada. Egli avrebbe dichiarato di aver praticato il massaggio cardiaco all'anziana. Questo gesto sarebbe servito a giustificare la presenza di aria nel corpo. Tale elemento sarà cruciale nel dibattito scientifico sull'autopsia. L'autopsia è stata eseguita sull'unica vittima per cui il GIP ha richiesto l'arresto. Per gli altri cinque decessi, rimangono solo sospetti, secondo il giudice per le indagini preliminari Ilaria Rosati. La Procura, guidata dal procuratore Enrico Cieri e dal sostituto Andrea Marchini, è convinta della responsabilità di Luca Spada anche in questi casi.
Tra le altre vittime figura Vittorio Benini. La sua famiglia si è affidata ai legali Max Starni e Massimo Mambelli. Questi sono gli stessi avvocati che assistono i familiari di Deanna Mambelli. Nella giornata di venerdì, i NAS ascolteranno altri colleghi di Spada come testimoni. La difesa di Spada attende le trascrizioni dell'interrogatorio. Intende presentare un'istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame. Nel frattempo, si sono avvalsi di un perito. Valuteranno i risultati dell'autopsia sul corpo di Deanna Mambelli. Questa autopsia è considerata l'unica prova concreta su cui si concentrerà lo scontro scientifico. I legali hanno anche richiesto di visionare il video dell'esame autoptico condotto dall'anatomopatologa Donatella Fedeli.
Il movente resta un'incognita
Il movente dei presunti crimini rimane ancora incerto. È importante ricordare che l'indagato si è sempre dichiarato innocente. Ha respinto le accuse e fornito la sua versione dei fatti durante l'interrogatorio di garanzia. Questo interrogatorio è durato circa quattro ore. Il movente economico non sembra trovare riscontro. Si sta analizzando attentamente quanto dichiarato da Spada nelle intercettazioni. Frasi come «non si possono salvare tutti» o «soffrono troppo, è giusto che vadano al Creatore» sono sotto esame. La Procura e i Carabinieri ipotizzano un profilo da serial killer per Luca Spada. La difesa mira a scongiurare questa tesi.
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