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Una mostra a Forlì presenta le opere di Lee Miller, figura chiave della fotografia del XX secolo. L'esposizione ripercorre la sua carriera, dalla moda alla guerra, fino al ritiro creativo.

Lee Miller: un viaggio fotografico al San Domenico

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì presenta una nuova esposizione fotografica. Questa volta i riflettori sono puntati su Lee Miller. L'evento si terrà presso i Musei San Domenico. L'appuntamento è fissato per il periodo compreso tra il 10 ottobre e il 10 gennaio. L'iniziativa segue il successo di precedenti retrospettive dedicate ad artiste come Eve Arnold e Letizia Battaglia. La mostra si focalizza sulle opere realizzate da Miller tra il 1930 e il 1955. L'esposizione è curata da Walter Guadagnini. La realizzazione è frutto della collaborazione con il Comune di Forlì e il Camera-Centro Italiano per la Fotografia. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai Lee Miller Archives di Londra. Il percorso espositivo è organizzato in ordine cronologico. Saranno esposte oltre 160 fotografie. Molte di queste immagini sono considerate quasi inedite. Saranno inoltre presenti riviste d'epoca. Queste pubblicazioni mostreranno i servizi fotografici e gli articoli firmati dall'artista.

Dalla moda alla cronaca di guerra: la vita di Lee Miller

Lee Miller giunse a Parigi verso la fine degli anni Venti. Qui riuscì a convincere Man Ray ad accoglierla nel suo studio. In soli tre anni, la sua carriera subì una trasformazione radicale. Passò da modella a figura centrale della scena surrealista. Insieme a Man Ray, scoprì la tecnica della solarizzazione. Firmò capolavori iconici come «Impasse des Deux Anges», «Exploding Hand» e «Coiffure». La sua versatilità la portò anche a recitare nel film di Jean Cocteau, «Le sang d'un poète». Successivamente, fece ritorno negli Stati Uniti. Si trasferì poi in Egitto con il marito Aziz Eloui Bey. Durante questo periodo, realizzò scatti di paesaggi dal fascino enigmatico. Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, tornò in Europa. A Londra, al fianco del secondo marito Roland Penrose, iniziò a lavorare per la rivista Vogue. Divenne una corrispondente di guerra. Seguì le truppe alleate documentando eventi drammatici. Tra questi, l'assedio di Saint-Malo. Documentò anche la liberazione dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau. Immortale fu il suo sguardo sul disfacimento della Germania nazista.

L'obiettivo sulla storia e il ritiro creativo

Negli ultimi mesi del conflitto, Lee Miller fece ingresso nelle abitazioni di Hitler ed Eva Braun a Monaco. Fotografò la residenza di Berchtesgaden mentre era in fiamme. Proseguì il suo viaggio verso l'Europa orientale. Raccontò la Vienna del dopoguerra. Documentò l'Ungheria devastata. Immortale fu anche l'esecuzione dell'ex primo ministro László Bárdossy. Il percorso espositivo si conclude con il suo ritiro nella campagna del Sussex. Qui, accolse numerosi amici artisti. Tra questi spiccavano nomi come Picasso, Ernst, Steinberg, Guttuso e Hamilton. In questo periodo, realizzò ritratti ironici e intimi. Queste opere rappresentano l'ultimo capitolo del suo genio creativo. Progressivamente, abbandonò la fotografia professionale. Si dedicò con passione alla cucina. Ottenne riconoscimenti per le sue ricette. Queste ultime erano ispirate al movimento surrealista, un legame indissolubile con la sua carriera artistica.