Condividi

Un uomo a Cesena è stato condannato per aggressioni e violenza sessuale contro l'ex compagna. La pena è stata sostituita con lavori di pubblica utilità, evitando il carcere.

Violenza sessuale e speronamenti a Cesena

Un processo a Cesena si è concluso con una condanna. L'imputato ha ricevuto un anno e mezzo di reclusione. Questa pena è stata però convertita in lavori di pubblica utilità. La richiesta è stata avanzata dal suo legale, l'avvocato Alessandro Sintucci. L'uomo era accusato di danneggiamento, violenza privata e violenza sessuale. Le accuse riguardavano la sua ex compagna.

I giudici hanno esaminato un episodio specifico. Questo grave fatto si sarebbe verificato nel mese di settembre. L'uomo avrebbe incrociato la donna mentre era alla guida della sua auto. Prima avrebbe provocato alcuni speronamenti con il suo veicolo. Successivamente, la donna sarebbe riuscita a raggiungere la sua abitazione.

Una volta arrivata a casa, la donna ha subito un'aggressione. L'attacco ha avuto anche una connotazione sessuale. L'uomo avrebbe toccato le parti intime della vittima. Questo è quanto la donna ha raccontato durante le indagini.

Ascolto telefonata al 112 cruciale

Il difensore dell'imputato ha cercato di chiarire i fatti. Per fare luce sull'aggressione sessuale, ha richiesto l'acquisizione di una prova. Si trattava della telefonata che la vittima aveva effettuato al numero di emergenza 112. La chiamata era avvenuta subito dopo l'incidente.

L'ascolto di questa conversazione ha rivelato dettagli importanti. La donna, in quel momento, aveva riferito di essere stata inseguita. Aveva anche menzionato di essere stata tamponata dal suo ex compagno. Tuttavia, nel suo racconto iniziale, non aveva fatto alcun accenno all'abuso sessuale.

Di fronte a queste dichiarazioni, il pubblico ministero Francesco Scardino ha richiesto l'assoluzione. La sua richiesta si basava sulla discrepanza tra le dichiarazioni iniziali e quelle successive.

Decisione del collegio giudicante

Nonostante le perplessità sollevate, il collegio giudicante ha preso una decisione. Il collegio era presieduto da Monica Galassi. I giudici a latere erano Andrea Priore e Massimo De Leva. Hanno ritenuto attendibile il racconto della vittima. Hanno quindi condannato l'ex compagno a un anno e mezzo di reclusione.

Inizialmente, non potendo beneficiare della sospensione della pena, l'uomo sarebbe dovuto andare in carcere. Tuttavia, l'avvocato Sintucci ha presentato una richiesta specifica. Ha domandato la sostituzione della pena detentiva. Ha ottenuto che la condanna fosse convertita in lavori di pubblica utilità.

Questi lavori devono ancora essere definiti nei dettagli. Si tratta di un risultato ottenuto grazie a sottili argomentazioni giuridiche. L'avvocato ha fatto riferimento anche a principi costituzionali. Queste argomentazioni hanno modificato l'orientamento del tribunale di Forlì. Solitamente, per reati di questa gravità, la sostituzione della pena non viene concessa.

Questa notizia riguarda anche: