Capitale Cultura 2028: verdetto il 18 marzo, Forlì pronta
Proclamazione Capitale Cultura 2028
Il 18 marzo, alle ore 11, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, sarà svelata la città che otterrà il prestigioso titolo di Capitale italiana della Cultura per il 2028. L'attesa è quasi terminata per le città finaliste, tra cui spicca la candidatura congiunta di Forlì e Cesena, rappresentative dell'intera Romagna.
Questa designazione rappresenta una delle sfide più significative per il territorio romagnolo negli ultimi anni. Non si tratta solo di un riconoscimento, ma di una visione strategica per il futuro della regione, un progetto culturale ambizioso che mira a valorizzare l'intero tessuto sociale ed economico.
Unità e visione per la Romagna
La convocazione ufficiale per la cerimonia è giunta ai sindaci delle città in lizza. A rappresentare la candidatura romagnola saranno il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, e quello di Cesena, Enzo Lattuca. Entrambi parteciperanno all'evento indossando la fascia tricolore, a simboleggiare l'unità del loro impegno.
«Ce la giochiamo tutti insieme fino alla fine», ha dichiarato Zattini, sottolineando la forte collaborazione con il collega cesenate. I due amministratori si recheranno a Roma uniti, a testimonianza di una candidatura nata e cresciuta in stretta sinergia, concepita come un progetto unitario per l'intera Romagna.
Un dossier di valore per il futuro
«Io ed Enzo andremo a Roma insieme, a riprova di una candidatura diffusa e di un progetto culturale unitario che abbraccia tutta la Romagna», ha spiegato il sindaco Zattini. Ha inoltre evidenziato come, indipendentemente dall'esito finale, il dossier presentato sia di «grande valore», configurandosi come un vero e proprio piano strategico culturale e sostenibile.
Questo piano delinea obiettivi e direzioni per i prossimi trent'anni, con un focus particolare sul progetto «I Sentieri della Bellezza». Zattini ha sottolineato come questo percorso abbia generato un «cambio di passo» e una condivisione di un nuovo paradigma, azzerando le distanze e presentando il territorio come una destinazione unica, capace di connettere mare e montagna, centri urbani e borghi interni.
Il sindaco ha concluso affermando che questo processo di unificazione e valorizzazione rappresenta «il lascito più bello di questa esperienza», un valore aggiunto che, in un certo senso, ha già decretato una vittoria condivisa per l'intera comunità.