Cronaca

Allarme Forlì-Cesena: 17 morti sul lavoro nel 2025

15 marzo 2026, 15:31 2 min di lettura
Allarme Forlì-Cesena: 17 morti sul lavoro nel 2025 Immagine generata con AI Forli
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Infortuni sul Lavoro: Dati Preoccupanti

La provincia di Forlì-Cesena ha registrato nel corso del 2025 un bilancio drammatico per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Sono stati 17 i decessi avvenuti sul posto di lavoro, un dato che segna un incremento del 112,5% rispetto all'anno precedente.

Accanto alle vittime, si contano anche 7.236 denunce di infortunio, con un aumento del 6,1%. Questi numeri confermano una tendenza preoccupante che vede la sicurezza dei lavoratori come una priorità ancora lontana dall'essere pienamente garantita.

Crescita dei Rischi e Settori Più Colpiti

L'anno 2026 si è aperto con un ulteriore segnale negativo, con 590 denunce di infortunio nei primi mesi, un aumento del 17,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo dato supera significativamente la media regionale, che si attesta al +6,9%.

Le statistiche INAIL evidenziano come le fasce d'età più a rischio siano quelle comprese tra i 41 e i 65 anni. I settori maggiormente interessati dagli infortuni sono l'industria e i servizi, ma si registrano criticità anche in ambiti come la sanità, l'assistenza sociale, il commercio, i trasporti, la logistica e le costruzioni.

Malattie Professionali e Interventi Necessari

Oltre agli infortuni, destano allarme anche le malattie professionali. Nel 2026 sono già state presentate 116 denunce, con un aumento dei lavoratori coinvolti. Le patologie più diffuse riguardano l'apparato osteomuscolare e il tessuto connettivo, spesso correlate a sforzi ripetitivi e alla movimentazione manuale dei carichi.

La CGIL di Forlì-Cesena, attraverso le parole della Segretaria generale Maria Giorgini, sottolinea l'urgenza di interventi concreti. Nonostante l'istituzione di tavoli provinciali sulla salute e sicurezza e percorsi formativi nelle scuole, è necessario un impegno maggiore.

Si chiede un rafforzamento dei controlli, maggiori investimenti nella prevenzione e nella formazione, e un'azione più decisa nelle filiere degli appalti. Fondamentale appare anche un ripensamento delle politiche del lavoro per garantire stabilità, sicurezza e la libertà dei lavoratori di segnalare criticità senza timore di ritorsioni.

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