Valanga a Foppolo: scialpinista travolto, uno grave
Incidente in Valgussera: scialpinisti travolti da valanga
Una valanga si è staccata questa mattina, domenica 15 marzo, nella zona di Valgussera, a Foppolo, in provincia di Bergamo. L'allarme è scattato intorno alle 10:30, quando è emerso che un gruppo di scialpinisti, che si trovavano fuori pista, era stato sorpreso dal distacco nevoso.
Due degli sciatori sono riusciti a liberarsi autonomamente dalla massa di neve. Purtroppo, un terzo componente del gruppo, un uomo di 36 anni, è rimasto sepolto sotto la valanga.
Soccorsi in azione: elicotteri e squadre specializzate
Immediatamente sono scattate le operazioni di soccorso. Sul posto sono intervenuti il personale del 118, i Carabinieri della compagnia di Zogno, i Vigili del Fuoco e le squadre del Soccorso Alpino. Due elicotteri, uno decollato da Bergamo e l'altro da Sondrio, sono stati impiegati per raggiungere rapidamente l'area dell'incidente.
Lo scialpinista intrappolato è stato individuato e recuperato. Nonostante fosse rimasto cosciente, le sue condizioni sono apparse subito serie, tanto da richiedere il trasporto d'urgenza in ospedale in codice rosso, il livello di massima criticità.
Condizioni dello scialpinista e indagini in corso
Il 36enne è stato trasportato presso una struttura ospedaliera. Le sue condizioni, sebbene gravi, non destano pericolo di vita. Gli altri due scialpinisti coinvolti non hanno necessitato di cure mediche.
I Carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente, accertando le circostanze che hanno portato gli scialpinisti a percorrere un'area fuori pista, nonostante il rischio.
Allerta valanghe: il bollettino Arpa
Le operazioni di soccorso si sono svolte in un contesto di elevato rischio. Il bollettino valanghe emesso da Arpa per la giornata di domenica indicava un pericolo marcato per le Orobie. Le abbondanti nevicate unite a una forte attività eolica avevano creato condizioni favorevoli al distacco di masse nevose.
Il documento Arpa avvertiva che la neve fresca si stava depositando su un manto preesistente instabile, con potenziali strati deboli che potevano innescare valanghe anche di grandi dimensioni, soprattutto in quota e nelle zone in ombra. Si sottolineava la possibilità di distacchi provocati anche da un debole sovraccarico.