Sindaci liguri hanno fermato il piano sociosanitario regionale con una lettera bipartisan. Chiedono più coinvolgimento dei comuni e criticano la centralizzazione.
Sindaci liguri chiedono più coinvolgimento
Una lettera congiunta, firmata da 56 primi cittadini della Liguria, ha imposto uno stop al piano sociosanitario integrato della Regione. Il documento è stato letto pubblicamente durante la Conferenza dei sindaci.
I firmatari contestano un improvviso cambio di rotta. Questo avviene poco dopo l'approvazione della legge regionale 18/2025. Esiste il timore di un progressivo allontanamento delle decisioni dai comuni. Questo rischio appare maggiore per i centri più piccoli.
Si paventa un aumento dei costi e una perdita di controllo del territorio. Le decisioni potrebbero concentrarsi in strutture centralizzate. Si parla di consorzi o aree vaste.
I sindaci hanno quindi richiesto un periodo di riflessione. Chiedono un maggiore confronto prima di procedere. Hanno rinviato la designazione della conferenza dei sindaci Ats.
Regione respinge accuse, ma apre al dialogo
L'assessore Massimo Nicolò ha negato ogni accusa di decisioni imposte dall'alto. Ha espresso sorpresa per le critiche sull'unificazione delle deleghe. Sanità e sociale sono ora gestiti insieme.
Nicolò ha chiarito che il documento è una bozza. Ogni pagina porta la dicitura 'bozza' in filigrana. Si tratta di una proposta aperta a modifiche.
«Se vogliamo viaggiare su due mondi paralleli, sanità e sociale, è una scelta che dovrete fare voi sindaci», ha affermato Nicolò. «Noi offriamo una proposta comunitaria».
L'assessore si è detto disponibile a rinviare l'insediamento formale della conferenza. Questo permetterà approfondimenti. «Lo facciamo senza problemi».
Protesta bipartisan per il bene dei cittadini
Tra i firmatari della lettera figurano anche diversi sindaci di centrodestra. Questo sottolinea la natura bipartisan della protesta. La posizione dei primi cittadini è unanime.
Il presidente regionale di Anci Liguria, Pierluigi Peracchini, ha evidenziato questo aspetto. «Le riforme non devono essere mai strumentalizzate perché toccano la vita delle persone».
Peracchini ha ribadito che il sindaco rappresenta tutti i cittadini. «I problemi non hanno colore politico».
È stata accolta la richiesta di riflessione sul numero dei distretti. L'assessore ha accettato questo punto. «Mi sembra un buon metodo democratico per dialogare».
Il percorso prevede ora un congelamento temporaneo dei passaggi formali della riforma. La costituzione della Conferenza dei sindaci è un atto previsto dalla legge. Si svolgerà prossimamente.
L'associazione dei comuni avvierà una serie di incontri territoriali. L'obiettivo è approfondire i contenuti del Piano socio-sanitario. Questo avverrà in maniera adeguata.