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Il festival Young Jazz torna a Foligno con un'edizione che celebra la diversità artistica e l'incontro tra culture musicali. L'evento si svolgerà dal 5 novembre al 10 dicembre 2026, proponendo concerti, laboratori e iniziative sociali.

Young Jazz 2026: un ponte tra culture musicali

Il festival Young Jazz riprende il suo percorso a Foligno. L'edizione 2026 promette un'immersione nell'incontro tra visioni artistiche diverse. L'evento, nato nel 2004, promuove la cultura jazz. Si concentra sulla ricerca, la sperimentazione e l'inclusione. Il festival si svolgerà dal 5 novembre al 10 dicembre. Offrirà un ricco programma di concerti e iniziative. L'obiettivo è creare un'atmosfera di suoni e socialità.

L'edizione 2026 continua l'esplorazione del dialogo tra linguaggi emergenti. Si pone un'attenzione particolare alla nuova generazione di artisti. L'attitudine alla ricerca considera passato e futuro come fonti di scoperta continua. Il programma di quest'anno intreccia una vasta gamma di stili. Si spazia dalla musica classica del '900 al teatro musicale. Include anche il folklore immaginario. L'evento abbina esperienze laboratoriali accessibili. Propone conferenze performative. Offre inoltre l'opportunità di incontrare gli artisti.

Il programma: un mix di stili e culture

La presentazione dell'edizione 2026 si è tenuta presso il Museo Diocesano di Foligno. Erano presenti i membri del direttivo dell'Associazione Culturale Young Jazz. La presidenza è affidata a Giulia Battisti. La consulenza musicale è curata da Dan Kinzelman. Hanno partecipato anche rappresentanti di partner pubblici e privati. Tra questi, Cristiano Antonietti, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Presente anche Marco Scolastra, direttore artistico degli Amici della Musica di Foligno.

Young Jazz 2026 focalizza il suo programma sul tema dell'incontro. Oltre 15 musicisti internazionali parteciperanno. Provengono da paesi come l'Estonia e l'Inghilterra. Porteranno sul palco influenze, culture e linguaggi diversi. Questi verranno rielaborati attraverso visioni artistiche uniche. Forme e stili familiari si rinnovano. Questo avviene tramite la ricontestualizzazione e il dialogo. Talvolta si assiste a una forma di dissacrazione. L'obiettivo è generare qualcosa di fresco. Qualcosa di divertente, sorprendente ed emozionante.

«Il jazz stesso», hanno affermato Battisti e Kinzelman, «nasce e si mantiene vivo attraverso un costante processo di ibridazione tra linguaggi e culture. Attraverso questo processo, rivoluziona sonorità e interpretazione. Dialoga con altri generi musicali e altre forme artistiche». L'influenza spazia dalla musica classica del Novecento al music theater. Si estende all'incontro con il punk. Include la musica balcanica e le musiche popolari del Mediterraneo. La videoarte è anch'essa parte integrante. Rappresenta un'indagine aperta e mutevole sui futuri possibili della musica d'avanguardia.

Young Jazz: un impegno sociale e culturale

Per la Fondazione Cassa di Risparmio, il segretario Antonietti ha lodato il programma. Lo ha definito «molto qualificato». Ha descritto Young Jazz come una realtà «radicata nel territorio». Non solo per gli eventi culturali e musicali. Anche perché pone attenzione al sociale. Svolge attività per persone disabili. Questo restituisce valore alla comunità locale. Young Jazz sta per iniziare nuovamente il suo «conto alla rovescia». Il festival torna sul palco a novembre. Propone tre appuntamenti di «Countdown». Si terranno il 5, il 26 e il 27 novembre. Questi eventi fungono da anteprima. Anticipano il consolidato «Moult Festival» a dicembre. Quest'ultimo prevede quattro concerti in tre giorni. Le date sono il 6, il 7 e l'8 dicembre.

L'obiettivo è dare spazio alla vibrante scena musicale underground. Sia nazionale che internazionale. Verranno coinvolti vari spazi della città. Tra questi, l'Oratorio del Crocefisso. Anche il Nuovo Cinema Vittoria. Palazzo Candiotti e Spazio Astra. Non manca il Circolo Arci Subasio. La sezione «Community» è dedicata al sociale. Si terrà il 10 dicembre. Rappresenta un fiore all'occhiello dell'associazione. A corollario della sezione musicale, torna anche Nota Cosmica. È un progetto di inclusione attraverso la musica. Curato da Federico Scettri e Joe Rehmer. Vi partecipano gli ospiti del Centro Socio Riabilitativo «La Serra» di Borroni.

Il programma dei concerti è arricchito da presentazioni. Ci saranno conversazioni informali con gli artisti ospiti. È prevista anche una lectio magistralis con Stefano Zenni. Egli è uno dei maggiori studiosi italiani della storia del jazz. La sua lezione ripercorrerà la musica, la vita e la carriera di John Coltrane. Questo avverrà nel centenario della sua nascita. Sono in programma anche laboratori per adulti e bambini. Questi accompagneranno il pubblico fedele di Young Jazz. Un pubblico sempre attento e curioso. Le proposte saranno differenziate anche quest'anno.