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L'Umbria e la Tunisia intrattengono scambi commerciali per oltre 93 milioni di euro annualmente. Esistono significative opportunità di espansione, stimate in 686 milioni, specialmente nei settori dei metalli, tessile e meccanica.

Potenziale di crescita negli scambi commerciali

L'interscambio commerciale tra Umbria e Tunisia raggiunge la cifra di 93,1 milioni di euro ogni anno. Le proiezioni indicano un potenziale di crescita realistico di 686 milioni di euro. Questi dati emergono dai settori produttivi più allineati con la struttura economica regionale.

I comparti con maggiore potenziale sono i metalli, stimati a 356 milioni di euro. Seguono il tessile, con 206 milioni di euro, e la meccanica, valutata 124 milioni di euro. Queste cifre sono state presentate durante la Country Presentation Tunisia, tenutasi a Perugia presso la Camera di commercio dell'Umbria.

Analisi dei flussi commerciali recenti

Nel corso del 2025, la regione Umbria ha importato beni dalla Tunisia per un valore di 70,6 milioni di euro. Nello stesso periodo, le esportazioni umbre verso la Tunisia si sono attestate a 22,5 milioni di euro. Questo evidenzia un saldo commerciale negativo, con importazioni circa tre volte superiori alle esportazioni.

Nonostante il deficit, si osserva un margine di crescita per l'export umbro. Le vendite verso Tunisi sono aumentate significativamente, passando da 13,5 milioni di euro nel 2020 a 22,5 milioni di euro nel 2025. Il settore manifatturiero rappresenta quasi la totalità di questi scambi, superando costantemente il 99%.

Prodotti scambiati e settori di interesse

L'Umbria acquista principalmente dalla Tunisia prodotti alimentari, tessili, abbigliamento, calzature, elettronica e componenti ottici. Le esportazioni umbre verso la Tunisia sono invece dominate da macchinari, prodotti metallici, siderurgia, chimica, semilavorati e beni intermedi.

Tra i prodotti importati, gli alimentari, in particolare oli e grassi vegetali, hanno registrato un notevole incremento. Il loro valore è passato da circa 15 milioni di euro nel 2020 a 39 milioni di euro nel 2024, diventando la voce principale degli acquisti umbri. Il settore tessile-abbigliamento mantiene una posizione storica, con un valore stabile tra i 15 e i 19 milioni di euro annui, includendo calzature e articoli in pelle.

L'elettronica mostra un andamento più irregolare. Dopo un picco nel 2020 e un calo nel 2021, ha recuperato fino a 20,9 milioni di euro nei dati parziali del 2025. La meccanica incide per circa un terzo delle vendite umbre verso la Tunisia, seguita dai metalli con oltre un quarto e dal tessile con il 17%.

Strategie per incrementare l'export umbro

L'Umbria importa dalla Tunisia significativamente più di quanto esporti, registrando un deficit settoriale di 11,8 milioni di euro nel 2025. Le esportazioni umbre, concentrate su filati, tessuti grezzi, semilavorati e macchinari per la confezione, non riguardano prevalentemente il prodotto finito.

Si evidenzia il modello della lavorazione per conto terzi, noto come fa onnage, frequente nei rapporti tra Italia e Tunisia nel settore moda. L'Umbria fornisce input produttivi che vengono poi lavorati in Tunisia, con una parte che rientra come prodotto trasformato. La Camera di commercio sottolinea l'importanza di non interrompere l'import, ma di puntare a salire nella catena del valore.

Perugia, che gestisce il 73% dell'export regionale con 4,26 miliardi di euro, può sfruttare le sue specializzazioni in meccanica strumentale, tessile-abbigliamento e agroalimentare. Terni, con il 27% dell'export umbro e 1,54 miliardi di euro, si concentra maggiormente su metallurgia, siderurgia e prodotti metallici.

Opportunità di mercato e cooperazione

La Tunisia manifesta una domanda in settori quali agroindustria, gestione delle risorse idriche, infrastrutture, miniere, energia e filiere offshore. L'allineamento è evidente: aree come Foligno, Alta Valle del Tevere, distretti tessili, metalmeccanica ternana e servizi tecnici possono trovare un terreno fertile per l'espansione.

Un'opportunità significativa è rappresentata da Elmed, il collegamento elettrico tra Italia e Tunisia. Questo progetto, con un investimento di circa un miliardo di euro, prevede una capacità di 600 megawatt in corrente continua e un tracciato di oltre 200 chilometri. Le imprese umbre possono beneficiare di opportunità nella subfornitura, come componentistica per reti elettriche, sistemi di monitoraggio, ingegneria civile e consulenza tecnica e ambientale.

La crescita economica può essere supportata anche da strumenti finanziari e dalla mitigazione del rischio. Il Fondo 394 di Simest, attraverso la misura Focus Africa, permette operazioni fino a 2,5 milioni di euro, con contributi a fondo perduto in determinate circost বলেছেন. Il bando regionale Travel 2025-2026 finanzia fiere, Temporary Export Manager, incoming di buyer e progetti di internazionalizzazione, offrendo contributi sostanziali sia a singole imprese che ad aggregazioni.

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