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L'opposizione in Umbria critica la gestione del reparto di ostetricia e ginecologia a Foligno. La maggioranza ha bocciato una mozione per garantire una guida stabile, sollevando preoccupazioni sulla continuità dell'assistenza.

Critiche alla gestione sanitaria a Foligno

I consiglieri di opposizione lamentano una decisione incomprensibile della maggioranza di sinistra. Hanno respinto una mozione di buonsenso. La proposta mirava a garantire una copertura definitiva per la direzione di ostetricia e ginecologia. L'ospedale di Foligno è senza un direttore stabile da settembre 2025. Il dottor Fabrizio Damiani è andato in pensione.

I consiglieri Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria) hanno espresso il loro disappunto. Anche Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) hanno condiviso le critiche. Nilo Arcudi (Tp-Uc) e Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d'Italia) si sono uniti al coro. La loro mozione chiedeva un intervento urgente della Giunta regionale.

Reparto strategico senza guida stabile

La proposta dell'opposizione nasceva da una situazione oggettiva e preoccupante. Un reparto strategico per il territorio è privo di una guida stabile da quasi un anno. La gestione attuale si basa su soluzioni provvisorie. C'è un direttore facente funzioni. Si ricorre a un incarico professionale affidato all'ex primario in pensione.

Questa condizione non riguarda solo l'ospedale di Foligno. Incide anche sull'organizzazione del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Spoleto. Quest'ultimo dipende dalla stessa direzione di struttura complessa. La mancanza di stabilità crea incertezza nell'assistenza.

Ritardi nella pubblicazione del bando

La situazione è considerata ancora più grave dagli esponenti di opposizione. A distanza di mesi, il bando per la copertura definitiva dell'incarico non è ancora stato pubblicato. Questa criticità è emersa anche nel Consiglio comunale di Foligno. La seduta si è tenuta il 9 giugno scorso. È stato reso noto che il Sindaco aveva richiesto chiarimenti. Le richieste erano rivolte al direttore generale della Usl Umbria 2 e alla Direzione regionale salute. Non sono arrivate risposte.

La presidente Proietti ha motivato la bocciatura della mozione. Ha dichiarato che ogni decisione è rinviata alla futura predisposizione del Piano socio-sanitario regionale. Questa giustificazione non rassicura. Non sono note le tempistiche di redazione e approvazione del Piano. Né tantomeno i suoi contenuti. La maggioranza non ha fornito risposte concrete. Non ha preso impegni immediati per risolvere la criticità.

Richieste di trasparenza e stabilità

L'atto dell'opposizione chiedeva di attivare e concludere rapidamente le procedure per la nomina del nuovo direttore. Voleva chiarire le ragioni del ritardo nella pubblicazione del bando. Chiedeva anche di spiegare il prolungato ricorso a soluzioni temporanee. Infine, richiedeva di riferire in Commissione consiliare sulle iniziative intraprese.

Queste richieste erano improntate al buonsenso e alla trasparenza amministrativa. Miravano a garantire stabilità organizzativa a un reparto fondamentale. Un reparto cruciale per la salute delle donne e la qualità dell'assistenza sanitaria. La bocciatura di questo atto è un fatto politico grave. La sinistra ha scelto di non assumersi impegni concreti.

Un'altra dimostrazione di propaganda

La maggioranza ha preferito respingere una proposta dell'opposizione. Ha evitato di affrontare un problema reale. Questa è l'ennesima dimostrazione di una maggioranza più impegnata nella propaganda. Non è focalizzata sul dare risposte ai territori e ai professionisti della sanità. I cittadini di Foligno, Spoleto e dell'intero territorio meritano una sanità organizzata. Devono avere un servizio efficiente e capace di programmare il futuro.

Purtroppo, ancora una volta, la sinistra ha scelto di dire no. Non ha detto no all'opposizione. Ha detto no a una proposta che andava esclusivamente nell'interesse del servizio sanitario umbro e dei suoi cittadini. La situazione evidenzia una profonda divergenza di vedute sulla gestione della sanità regionale.

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