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Le aziende sanitarie dell'Umbria rafforzano le strategie contro il tabagismo, una delle principali cause di malattie prevenibili. Vengono potenziati i centri anti-fumo e analizzati dati epidemiologici per un intervento mirato.

Centri anti-fumo attivi in Umbria

In occasione della Giornata Mondiale contro il Fumo, le strutture sanitarie umbre rinnovano il loro impegno. La lotta al tabagismo è prioritaria. Il fumo è causa di patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche. Queste malattie sono in gran parte prevenibili.

Presso l'Azienda Usl Umbria 2, il dottor Massimo Marchino guida il dipartimento dipendenze. È attivo un centro anti-fumo. La struttura si trova al Serd di Foligno. Offre trattamenti specifici per chi vuole smettere di fumare. Si inizia con un counseling valutativo. Segue una diagnosi iniziale. Poi si attiva un supporto specialistico. Il percorso può essere individuale o di gruppo.

Il trattamento di gruppo prevede otto incontri. Si basa su un approccio cognitivo-comportamentale. Questo metodo è considerato elettivo. È efficace per la cessazione della dipendenza da fumo. Altre iniziative sono in fase di attivazione. Riguardano i distretti della Usl Umbria 2. Si integreranno farmaci innovativi. Questi aiuti sono indicati per smettere di fumare.

Analisi dei dati sul fumo in Umbria

La dottoressa Carla Bietta è responsabile dell'epidemiologia nella Usl Umbria 1. Analizza i dati dei sistemi di sorveglianza. Questi sistemi campionano la popolazione umbra. Permettono di descrivere la diffusione del fumo. Si valutano le diverse fasce d'età. Si analizza l'influenza dei fattori sociali. Si monitora l'evoluzione nel tempo. Queste informazioni evidenziano il ruolo delle disuguaglianze. I condizionamenti sociali incidono sui comportamenti individuali. Questi comportamenti hanno un impatto sulla salute.

In Umbria, i fumatori consumano in media 12 sigarette al giorno. Questo dato è in linea con la media nazionale. Tuttavia, circa un quarto dei fumatori supera un pacchetto giornaliero. A livello nazionale si osserva una riduzione dei fumatori. In Umbria, invece, il fenomeno mostra una sostanziale stabilità. Si registra una prevalenza di fumatrici superiore alla media nazionale tra le madri che allattano. Migliora il rispetto del divieto di fumo. Questo vale nei luoghi di lavoro e negli ambienti domestici.

Dati epidemiologici su adolescenti e adulti

I dati elaborati dalla Ssd sorveglianza e promozione della salute dell'Usl Umbria 2. La direzione è del dottor Marco Cristofori e della dottoressa Bietta. La situazione è fotografata da una nota congiunta delle Usl Umbria 1 e 2. Tra gli adolescenti, il 7% dei quindicenni fuma quotidianamente. La percentuale è del 6,1% per i maschi e 8,6% per le femmine. Tra i diciassettenni, il dato sale al 15% (14,8% maschi; 15,3% femmine).

In questa fascia d'età, emerge l'uso di sigarette elettroniche. Riguarda il 3-4% dei giovani (3,8% maschi; 4,7% femmine). Anche nella popolazione adulta, l'Umbria registra percentuali di fumatori superiori alla media italiana. Secondo i dati Passi e Passi d'argento 2023-2024, oltre un quarto dei cittadini tra 18 e 69 anni (28%) è fumatore. Le prevalenze sono maggiori tra gli uomini (32% contro il 25% delle donne). Si notano percentuali più alte nelle fasce più giovani. Colpisce anche chi ha maggiore svantaggio socioeconomico.

Tra gli over 64enni, oltre una persona su dieci (11%) fuma ancora. Le percentuali sono più elevate tra i 65 e i 74 anni (14%). Ulteriori conferme provengono dall'Indagine multiscopo Istat. Il documento Bes 2025 riporta questi dati. Il confronto regionale vede i maschi umbri al secondo posto per prevalenza di fumatori (27,4% rispetto al 23,5% nazionale). Le femmine umbre sono al primo posto (21,7% contro il 16,6% nazionale). L'anno precedente, i Centri antifumo nelle due aziende sanitarie umbre hanno assistito numerosi cittadini.