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Enrico Melasecche della Lega solleva preoccupazioni riguardo al Piano Sanitario Regionale, temendo che la sede dell'USL possa essere trasferita da Terni a Foligno. L'esponente politico critica duramente il "campo largo" per quello che definisce un progressivo indebolimento della città.

Critiche al piano sanitario regionale

Il nuovo Piano Sanitario Regionale è stato definito un "ennesimo schiaffo a Terni". Queste le parole del capogruppo regionale della Lega, Enrico Melasecche. Egli esprime forte preoccupazione per la possibile rimozione della sede dell'USL dalla città di Terni. L'obiettivo, secondo Melasecche, sarebbe quello di accentrare tale sede a Foligno.

Un simile trasferimento rappresenterebbe un duro colpo per Terni. I settori interessati sarebbero molteplici: sanitario, economico, occupazionale e istituzionale. Melasecche accusa il "campo largo" di "scavare la fossa alla città". La considera ormai trattata come "merce in vendita, tanto al chilo".

Per chiarire la situazione, l'esponente della Lega sta predisponendo un'interrogazione urgente. L'obiettivo è ottenere risposte dalla presidente Proietti. Si vuole capire se le indiscrezioni sul trasferimento della sede USL siano fondate. Melasecche parla di una "strategia precisa".

Accuse di impoverimento territoriale

Secondo Melasecche, il nuovo Piano Sanitario mira a sottrarre uffici, servizi e potere decisionale a Terni. Questi verrebbero poi spostati altrove. Egli definisce questo un "disegno" volto a impoverire un territorio già provato da decenni di centralismo. La situazione attuale è descritta come un continuo indebolimento.

L'esponente politico cita una serie di eventi negativi per la città. Tra questi, il ricorso al TAR per bloccare il progetto stadio-clinica. Viene menzionato anche il fallimento della Ternana calcio. Si aggiungono anni di sanità privata concentrata su Perugia. Ora si profila anche lo "scippo della sede USL".

Melasecche evidenzia anche l'aumento della pressione fiscale. Su 250 milioni di euro totali, ben 62 milioni ricadrebbero sui cittadini ternani. Si interroga su quanti di questi fondi torneranno effettivamente sul territorio del centro-sud dell'Umbria. La sensazione è che servano a finanziare operazioni come il trasferimento della sede legale dell'USL Umbria 2.

Piano sanitario tenuto nascosto

Le bozze del Piano Sanitario Regionale sono circolate in modo "carbonaro". Sono state tenute nascoste persino ai consiglieri regionali. Melasecche spiega il motivo: contenevano scelte "inaccettabili". Queste scelte non avrebbero potuto essere difese pubblicamente. L'esponente politico ricorda come per oltre vent'anni circa 150 milioni destinati a Terni siano stati dirottati verso la sanità privata di Perugia.

Ora si rischia di completare l'opera con uno "svuotamento istituzionale". Anche i consiglieri regionali di Terni vengono trattati "senza dignità". Vengono spostati dal Centro Multimediale per essere trasferiti in sedi "fatiscenti". Sul nuovo ospedale, invece, regna il silenzio e si accumulano rinvii.

Entro la fine dell'anno, non si saprà ancora dove, come o quando verrà realizzato. Questo "mistero" preannuncia un "ennesimo inganno". Melasecche dichiara "da oggi basta" con discussioni su accordi di programma. Questi accordi, pur potenzialmente interessanti, vengono sterilizzati da "liti sulla primogenitura" che non portano a nulla.

Proposta di un tavolo permanente e strumenti costituzionali

Per l'esponente dell'opposizione consiliare, è necessario istituire un tavolo permanente. Questo tavolo dovrebbe riunirsi mensilmente per affrontare la "vertenza Terni". Dovrà coinvolgere istituzioni, parti sociali e cittadini. Se il "continuo processo di smantellamento" non verrà fermato, si valuteranno seriamente gli strumenti previsti dalla Costituzione.

Tra questi strumenti, viene menzionato anche un referendum per il passaggio in blocco della provincia di Terni alla regione Lazio. Melasecche afferma con determinazione: "Dovranno passare sui nostri corpi". Non accetteranno che Terni venga trattata "come uno scarto".

La città merita rispetto, investimenti e un futuro. Non può essere "sistematicamente penalizzata". Questo accade da 55 anni di regionalismo. La Giunta attuale "continua a colpirla giorno dopo giorno con una pervicacia senza tregua". Di fronte a "mali estremi", si dovranno adottare "estremi rimedi".

Una regione piccola come l'Umbria può funzionare con "collaborazione seria". Tuttavia, se una parte viene "scioccamente marginalizzata", i danni a lungo termine saranno per tutti. La fonte di queste dichiarazioni è Enrico Melasecche, capogruppo regionale della Lega, secondo quanto riportato da ANSA.

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