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Una serata speciale ha visto protagonista il leggendario Mogol a Foligno. Il cantautore ha incantato il pubblico con un concerto-intervista, ripercorrendo i successi che hanno segnato la storia della musica italiana.

Mogol racconta la sua vita e carriera a Foligno

L'Auditorium San Domenico di Foligno ha ospitato un evento di grande richiamo. Il celebre autore Mogol, nome d'arte di Giulio Rapetti, si è raccontato in un'inedita veste di concerto-intervista. L'appuntamento, promosso dall'Associazione Amici della Musica di Foligno, ha visto la partecipazione attiva del pubblico. I presenti hanno cantato insieme a Mogol le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. La direzione artistica di Marco Scolastra ha reso possibile questa rara occasione.

Il giornalista Massimiliano Castellani, caporedattore culturale di Avvenire, ha guidato il dialogo. Ha accompagnato gli spettatori in un viaggio attraverso la vita e la carriera del grande paroliere. Mogol, che il prossimo 17 agosto compirà 90 anni, è una figura centrale della canzone italiana. Ha scritto oltre duemila testi, molti dei quali in sodalizio con Lucio Battisti. Queste canzoni sono entrate a far parte della memoria collettiva.

Dall'autobiografia ai successi con Battisti

L'incontro è partito dalla presentazione della sua autobiografia, intitolata «Senza paura. La mia vita». Il volume contiene numerose fotografie che illustrano il suo percorso umano e artistico. Ad arricchire la serata sono intervenuti musicalmente Gioni Barbera. Barbera, pianista e cantante, è stato tra i primi allievi del CET (Centro Europeo di Toscolano) e oggi ne è docente. Ha interpretato alcuni dei brani più famosi del repertorio Battisti-Mogol.

Durante il dialogo sono emersi molti aneddoti significativi. Mogol ha parlato della sua straordinaria carriera. Ha anche sottolineato il suo profondo legame con l'Umbria. Vive nella regione da oltre trent'anni. Qui ha fondato il CET, un importante centro di formazione musicale per giovani. Un momento toccante è stato il riferimento alla spiritualità. Mogol ha ricordato la figura di San Francesco d'Assisi. Ha scritto un'opera su di lui con Riccardo Cocciante, offrendo un ritratto moderno del Santo.

Il sodalizio con Battisti e le collaborazioni

Particolarmente commovente è stato il ricordo del sodalizio con Lucio Battisti. La loro collaborazione è durata tredici anni. Hanno creato insieme 151 canzoni. Il loro metodo creativo prevedeva che la musica guidasse la scrittura dei testi. Questa unione ha profondamente innovato la canzone d'amore italiana. Ha raggiunto un successo mondiale con circa 523 milioni di dischi venduti.

Nel corso della sua prolifica carriera, Mogol ha collaborato con molti artisti di spicco. Tra questi figurano Mina, Luigi Tenco, Mango, Riccardo Cocciante, Gianni Bella, Tony Renis, Eros Ramazzotti, Gino Paoli, Bobby Solo, Adriano Celentano e Gianni Morandi. Sono stati raccontati anche episodi curiosi, le cosiddette «diocidenze». Un esempio è la nascita del brano «L'arcobaleno», scritto per Adriano Celentano su musica di Gianni Bella. Non è mancato un commosso ricordo di Mango.

Un'eredità musicale intramontabile

La serata si è svolta sulle note di brani iconici. Tra questi, «Il mio canto libero», «Un'avventura», «Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi» e «Con il nastro rosa». Queste canzoni hanno fatto da filo conduttore all'evento. Un lungo applauso ha salutato Mogol. È stato celebrato come protagonista della musica italiana del Novecento. La sua opera ha rappresentato una profonda innovazione nel linguaggio della canzone. La sua eredità musicale rimane centrale ancora oggi. La musicologia della popular music riconosce alla canzone italiana del secondo Novecento la capacità di trasformare il linguaggio quotidiano. Questo processo crea memoria collettiva e identità culturale condivisa.

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