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Una dottoressa umbra dedica la sua vita a curare i più vulnerabili in contesti di crisi. La sua esperienza spazia dallo Yemen ad Haiti, affrontando guerre e povertà estrema.

Medica d'emergenza: un impegno globale

La dottoressa Filomena Scarano, originaria della provincia di Napoli, ha scelto di dedicare la sua carriera all'assistenza medica in situazioni critiche. Vive a Perugia da circa due anni. Lavora presso l'ospedale di Foligno. Nonostante la giovane età, vanta una notevole esperienza sul campo. Ha operato in luoghi segnati da conflitti e disastri umanitari.

La sua vocazione l'ha portata a collaborare con Medici senza frontiere. Questa organizzazione è nota per il suo intervento in aree remote e pericolose. La dottoressa Scarano affronta sfide mediche estreme. Si occupa di feriti e malati in assenza di strutture sanitarie adeguate. La sua missione la porta dove il bisogno è più urgente.

Esperienze in zone di crisi

La dottoressa Scarano ha condiviso alcune delle sue esperienze più significative. Ha trascorso sei mesi nello Yemen, subito dopo aver completato la sua specializzazione. Successivamente, ha lavorato a Gaza, prima dell'ultimo conflitto. Ha anche prestato servizio in un campo profughi in Bulgaria. La sua missione più recente l'ha vista ad Haiti, da novembre a febbraio scorso.

Queste missioni sono caratterizzate da contesti estremamente difficili. Ad Haiti, ad esempio, la situazione è precaria. Vi sono scontri armati e instabilità generale. La dottoressa Scarano descrive un paese dimenticato dal mondo. Milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà. Un milione sono sfollati interni.

Le sfide di Haiti

La dottoressa Scarano sottolinea la gravità della situazione ad Haiti. «È un Paese del quale il mondo si è dimenticato», afferma. La povertà estrema e la violenza rendono la vita quotidiana un rischio. «Ci sono scontri armati, esplosioni di droni, un contesto instabile e insicuro», spiega. Contrariamente all'immagine turistica dei Caraibi, la realtà è drammatica.

Il sistema sanitario è quasi inesistente. Solo un terzo degli ospedali funziona. Nessuna struttura offre cure gratuite. Per i medici, rappresenta una sfida continua. Ogni caso richiede l'applicazione di tutte le competenze acquisite. I pazienti arrivano spesso quando la loro condizione è già critica. La paura di essere colpiti per strada scoraggia molti dal cercare cure tempestive.

La vita in un compound di MSF

L'ospedale di Medici senza frontiere ad Haiti opera all'interno di un compound protetto. La dottoressa Scarano ricorda con affetto i banani e il cielo stellato del luogo. La struttura è divisa tra alloggi per il personale e l'area sanitaria. Durante una notte, un drone è esploso nelle vicinanze. La sua reazione immediata non è stata di paura per la propria vita, ma preoccupazione per le conseguenze sul pronto soccorso.

Dal punto di vista umano, l'esperienza più preziosa è stato il rapporto con gli infermieri e il personale locale. Li descrive come un esempio di resilienza. Hanno una forte volontà di imparare e migliorare. Questo legame umano è un aspetto fondamentale del suo lavoro.

Lo Yemen: il primo amore

Lo Yemen rappresenta per la dottoressa Scarano la sua «prima esperienza» e quindi il «primo amore». La missione si è svolta su un fronte di guerra attivo. Il suo compito era curare ferite da combattimento, traumi e malattie tropicali. Questa esperienza iniziale ha plasmato la sua visione della medicina d'urgenza.

Tornata a Perugia, la dottoressa Scarano conduce una vita apparentemente normale. Si divide tra casa, lavoro e affetti. Tuttavia, il suo impegno non si ferma. Sottolinea l'importanza di dedicare ancora più energia ai propri cari. «Loro, le persone alle quali vuoi bene, restano qui», dice. La passione per il suo lavoro le permette di affrontare queste dualità. «Con la passione ce la possiamo fare...», conclude.

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