A Foligno il Nuovo Cinema Vittoria riapre i battenti il 6 maggio, ma l'annuncio è segnato da polemiche. Il Comune dovrà pagare circa 9.900 euro all'ex gestore per indennità di avviamento e spese legali.
Nuovo cinema Vittoria riapre i battenti
Il Nuovo Cinema Vittoria a Foligno riaprirà al pubblico il prossimo 6 maggio. La struttura, precedentemente nota come Spazio Zut, segna un nuovo capitolo nella sua storia. La riapertura è stata annunciata ufficialmente, ma non senza sollevare dibattiti.
L'amministrazione comunale si trova ad affrontare costi aggiuntivi legati alla cessazione del precedente contratto di gestione. Questi costi derivano da un indennizzo da corrispondere all'ex gestore. La cifra totale si aggira intorno ai 9.900 euro.
Tale somma include un'indennità di avviamento commerciale. A ciò si aggiungono circa 1.000 euro stabiliti da un decreto ingiuntivo. Quest'ultimo è stato emesso dal Tribunale a seguito della richiesta dell'ex gestore per ottenere il saldo delle somme dovute.
Le polemiche in consiglio comunale
La notizia della riapertura e degli sviluppi legati alla fine del rapporto con la precedente gestione sono emersi durante l'ultimo Consiglio comunale. La seduta è stata caratterizzata da vivaci discussioni e polemiche.
L'ordine del giorno prevedeva la deliberazione sul «riconoscimento debiti fuori bilancio». Questo passaggio era necessario per autorizzare il versamento della somma dovuta alla cooperativa ex gestrice. La questione ha acceso il dibattito tra maggioranza e opposizione.
L'assessore al Patrimonio, Michela Giuliani, ha ripercorso le tappe della vicenda. Ha spiegato che la situazione è scaturita dal mancato rinnovo del contratto di locazione. La disdetta era stata inviata dall'amministrazione nel 2014. La comunicazione, secondo quanto riportato, sarebbe avvenuta 16 mesi prima della scadenza, anziché i 18 previsti dalla legge 392/78.
Ciò ha portato alla cessazione del rapporto di locazione alla scadenza del 15 ottobre 2024. Di conseguenza, è sorta la pretesa dell'ex gestore per l'indennità di avviamento. Questa era quantificata in 18 mensilità dell'ultimo canone di affitto, pari a 495 euro mensili.
Analisi della gestione e critiche dall'opposizione
L'assessore Giuliani ha illustrato la «condotta cautelativa» adottata dall'Ente. Dopo la riconsegna dell'immobile, avvenuta il 28 febbraio 2025, sono state effettuate verifiche approfondite. Queste indagini hanno riguardato la natura giuridica del contratto e dello spazio in questione.
È emerso che l'immobile rientra nel patrimonio indisponibile del Comune. Tale qualificazione prevede solitamente concessioni amministrative. In questi casi, l'indennità di avviamento è generalmente esclusa. Tuttavia, in passato, si scelse la strada del contratto di locazione commerciale.
«Il problema deriva da una scelta politica pregressa», ha affermato Giuliani. «Se il rapporto fosse stato qualificato correttamente come concessione, oggi non saremmo qui a discutere né di indennità né di atti giudiziari». L'assessore ha aggiunto che, di fronte a un'obbligazione derivante da una scelta contrattuale discutibile, l'amministrazione ha ritenuto doveroso procedere con approfondimenti tecnici.
Il tempo trascorso ha spinto la controparte a ricorrere all'autorità giudiziaria. Questo ha comportato ulteriori spese legali per il Comune.
Le opposizioni hanno espresso forte contrarietà alla gestione della vicenda da parte dell'amministrazione. Il consigliere Diego Mattioli (Foligno in Comune) ha evidenziato i costi complessivi. Oltre ai 9.900 euro per l'indennizzo, ci sono 27.909 euro per il riallestimento. A questi si aggiungono 6.930 euro di mancati introiti nell'anno di chiusura. «Fanno 43.763 euro caricati sul bilancio comunale per la volontà politica di cancellare una realtà che nel frattempo è mancata fortemente ai cittadini», ha dichiarato Mattioli, attribuendo la responsabilità al sindaco.
Rita Barbetti (Partito Democratico) ha definito la chiusura «un danno culturale e sociale alla città indescrivibile». Ha sottolineato come il cinema fosse un luogo di aggregazione importante per la comunità. David Fantauzzi (Movimento 5 Stelle) ha criticato l'atteggiamento dell'amministrazione, affermando: «Da questo resoconto emerge solo che è sempre colpa di quelli di prima». Ha inoltre chiesto chiarimenti sul ricorso al giudizio e sulle eventuali vie extragiudiziali tentate.
La risposta del Sindaco e la riapertura
Il sindaco Stefano Zuccarini ha risposto alle critiche annunciando con fermezza la riapertura. «Il 6 maggio lo riapriremo, sarà uno spazio rinnovato e sarà dedicato alla città», ha dichiarato. Ha definito questa una «scelta politica» volta a restituire il luogo alla collettività. Ha aggiunto: «Non vogliamo chiudere niente ma dare questo spazio alla città e siamo convinti sia la scelta giusta».
Il sindaco ha contrapposto la sua visione a quella che ha definito «le élite che fanno comodo a voi», riferendosi alle opposizioni. Questa definizione è stata respinta da Rita Barbetti, che ha replicato: «Tutto era meno che élite culturale, era frequentato da persone di ogni tipo». Barbetti ha auspicato che la struttura torni a essere un vero centro per la città, non un semplice contenitore vuoto.
Le dichiarazioni del sindaco confermano la volontà di restituire il cinema alla fruizione pubblica, pur tra le controversie economiche e politiche emerse.