Il rettore Valerio De Cesaris ha partecipato alla Festa di Scienza e Filosofia a Foligno. Ha sottolineato come la guerra non sia inevitabile e ha invitato tutti a costruire attivamente la pace.
La guerra non è un destino ineluttabile
Il rettore dell'Università per Stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, è intervenuto alla Festa di Scienza e Filosofia. L'evento si è svolto a Foligno. De Cesaris ha pronunciato parole forti contro la guerra. Il suo messaggio centrale è stato chiaro: «La guerra non è ineluttabile».
Ha esortato ogni individuo a sentirsi responsabile. Deve impegnarsi a creare «pezzi di pace» nella vita quotidiana. Questo appello è stato lanciato durante la giornata inaugurale della XV edizione della manifestazione. L'evento si intitola «Virtute e Canoscenza».
Analisi della cultura bellica e voci di pace
L'intervento del rettore si è tenuto nell'Oratorio del Crocifisso. De Cesaris ha affrontato un tema di grande attualità. Ha analizzato il fenomeno della cultura e dell'estetica della guerra. Questa è stata promossa nel secolo scorso da governi, intellettuali e artisti. Ha anche contrapposto a questo le voci di pace. Queste si sono levate in molte parti d'Europa.
L'analisi è partita dalla Prima guerra mondiale. De Cesaris ha esaminato la «cultura bellica» di quel periodo. Molti intellettuali europei esaltavano il conflitto. Lo definivano «bello» e «rigeneratore».
Il rettore ha evidenziato la sacralizzazione della guerra. Questo avveniva tramite un linguaggio religioso. Veniva usato all'interno dell'ideologia nazionalistica. Ha anche sottolineato il declino della prospettiva multilaterale. Questa prospettiva era indicata dalle Nazioni Unite. Serviva a proteggere le giovani generazioni dai conflitti.
Il potere delle idee e del dialogo
Come contraltare a questa visione, De Cesaris ha citato numerosi testimoni di pace. Tra questi figurano Bertrand Russel, Franz Kafka, Maria Montessori, Aldo Capitini, Freud e Ghandi. Ha messo in risalto come la voce del singolo possa diventare una forza collettiva. Questo avviene attraverso «l'arma» delle idee e del dialogo.
Il rettore ha contrapposto il rischio di sentirsi impotenti. Questo sentimento nasce di fronte ai grandi poteri tecno-finanziari e politici attuali. Ha invece sottolineato il ruolo attivo che ognuno può avere. Può costruire «piccoli pezzi di pace» nella sua vita. Non deve rimanere indifferente alla sofferenza. Deve aiutare concretamente il prossimo con gesti di solidarietà.
Domande dal pubblico e prospettive future
Il pubblico ha posto numerose domande. Molte si sono riferite alla difficile situazione internazionale attuale. Altre hanno riguardato l'educazione scolastica. È emersa l'urgenza di introdurre lo studio dei pensatori non violenti nei programmi didattici.
La conferenza del rettore De Cesaris ha inaugurato la prima giornata della Festa di Scienza e Filosofia. L'evento proseguirà con decine di appuntamenti in tutta la città. L'obiettivo è stimolare la riflessione e il dibattito.