Il Consiglio comunale di Foligno ha respinto una proposta del Partito Democratico per stabilire un patto di amicizia con una municipalità palestinese. La decisione è stata presa con 12 voti contrari.
Consiglio comunale di Foligno discute temi importanti
Il Consiglio comunale di Foligno si è riunito giovedì 29 ottobre. L'incontro ha affrontato diverse questioni cruciali per la città. Tra queste figurano le opere pubbliche attese da tempo. Si è discusso anche del futuro delle farmacie comunali. Infine, è stata trattata la cooperazione internazionale.
Al centro dell'agenda l'approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) per il triennio 2027-2029. È stato inoltre discusso il bilancio consolidato dell'anno 2025. Questi documenti definiscono le strategie e le finanze dell'amministrazione.
Bocciata proposta patto di amicizia con la Palestina
Durante la seduta, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato una proposta. L'obiettivo era avviare un patto di amicizia e collaborazione. Questo protocollo avrebbe legato Foligno a una municipalità della Cisgiordania. La proposta, tuttavia, è stata respinta.
I voti contrari sono stati 12. Si è registrato 1 astenuto, identificato come Marco De Felicis del Gruppo Misto. L'opposizione ha espresso 5 voti favorevoli. La decisione ha chiuso la porta all'iniziativa diplomatica.
La capogruppo del PD, Rita Barbetti, aveva sottolineato l'importanza del patto. Non solo per il valore simbolico, ma anche per la sua funzione pratica. L'intento era facilitare canali umanitari. Sara Tiberi di Foligno in Comune ha condiviso questa visione. Ha definito la proposta «un valore simbolico ma anche una funzione pratica per aprire e facilitare canali umanitari».
Dall'altra parte, Valentina Gualdoni di Fratelli d'Italia ha espresso perplessità. Ha contestato la formulazione della mozione e le modalità operative. «Nessuno disconosce quanto sta accadendo in Palestina», ha affermato. Ha però aggiunto che «un patto di amicizia è una procedura complessa».
Gualdoni ha suggerito di utilizzare la realtà Felcos. Questa organizzazione è già attiva nella cooperazione internazionale. Organizza progetti come Land, che hanno già creato collaborazioni con municipalità palestinesi. La consigliera ha precisato che «il patto di amicizia è un’altra cosa e che esiste Felcos lo sappiamo tutti».
La consigliera Barbara Di Nicola di Forza Italia ha motivato il suo voto contrario anche per l'assenza nel testo di riferimenti agli eventi del 7 ottobre. La consigliera Rita Barbetti ha ribadito la sua posizione di condanna di tali episodi.
Opere pubbliche e farmacie comunali al centro del dibattito
Il consigliere Davide Fantauzzi (M5s) ha sollevato interrogativi sulle opere pubbliche. Ha chiesto chiarimenti su interventi annunciati nel 2019 ma non ancora realizzati. Tra questi figurano la bretella di via Monte Puranno a Scafali. Anche il centro civico di Maceratola e la rotatoria di Ponte San Magno sono stati menzionati. Quest'ultima è stata «annunciata nel piano triennale ma rinviata di anno in anno».
L'assessore ai Lavori pubblici, Marco Cesaro, ha fornito spiegazioni sui ritardi. Per il centro civico, l'opera era prevista dopo l'acquisizione e lottizzazione dell'area. Sono però sorte difficoltà con il soggetto lottizzante. Nel 2019 è stata avviata la procedura di escussione della polizza fideiussoria. Questa pratica è ancora in corso. Fino alla sua risoluzione, l'intervento non potrà procedere.
Un altro tema discusso è stato il bilancio consolidato 2025. Questo riguarda il Comune e gli organismi partecipati, come Afam e Vus. Il consigliere Mario Bravi (Pd) è intervenuto sul futuro delle farmacie comunali. Ha evidenziato la concentrazione del mercato nelle mani di grandi gruppi privati.
Bravi ha proposto di rafforzare il ruolo di Afam. Ha suggerito di potenziare i servizi delle farmacie comunali per renderle più competitive. Ha posto la domanda: «Perché non valutare anche l’ipotesi di estendere l’apertura h24 a qualche farmacia comunale?».
Il vicesindaco Riccardo Meloni ha apprezzato il lavoro di Afam. Ha espresso orgoglio per gli utili prodotti e la capacità di mantenere servizi meno redditizi ma essenziali. Ha citato il servizio del dispensario in montagna. Questo comporta costi elevati senza ritorni economici significativi, ma garantisce assistenza nelle aree montane meno servite.