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Manfredonia commemora il maresciallo Francesco Pastore, scomparso due anni fa in un incidente stradale. La cerimonia ha riunito familiari, istituzioni e studenti per mantenere viva la memoria del giovane carabiniere.

Commemorazione per il maresciallo Pastore

La città di Manfredonia ha dedicato una giornata speciale al ricordo del giovane maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, Francesco Pastore. Il militare ha perso la vita mentre era in servizio. Un'autovettura ha travolto la sua auto di servizio. La guida era di una persona non in condizioni idonee.

Il colonnello Giovanni Capone, comandante provinciale dei Carabinieri di Foggia, ha partecipato alla cerimonia. Ha sottolineato l'importanza di mantenere viva la memoria. Ha espresso vicinanza ai familiari del maresciallo. Ha ricordato anche il padre del giovane, anch'egli militare in servizio.

La commemorazione si è svolta in via Santa Restituita. L'anno precedente era stato inaugurato un monumento dedicato a Pastore. La cerimonia ha visto la presenza dei familiari del maresciallo. Erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali. Hanno partecipato anche numerosi giovani studenti.

Un esempio per le nuove generazioni

Il colonnello Capone ha descritto Francesco Pastore come un giovane che «poteva essere il figlio di tutti noi». Lo ha definito una persona straordinaria e motivata. Era l'orgoglio della sua famiglia. Il comandante ha evidenziato il dovere di ricordare. L'esempio è fondamentale per le nuove generazioni. Spesso si parla dei giovani in termini negativi. Invece, molti ragazzi si impegnano e lavorano duramente. Cercano di raggiungere i propri obiettivi.

Tragico incidente stradale

Il maresciallo Francesco Pastore prestava servizio presso la stazione dei Carabinieri di Campagna, nel Salernitano. La sua vita si è interrotta nella notte tra il 6 e il 7 aprile 2024. Un incidente stradale lungo la statale 91 gli è stato fatale. Perse la vita insieme al collega, l'appuntato Francesco Ferraro. La loro auto di servizio fu travolta da un Suv. Il conducente del Suv, un 31enne, morì nei giorni successivi. Le ferite riportate erano state troppo gravi.

La comunità di Manfredonia si stringe attorno alla famiglia. Ricorda il sacrificio del giovane maresciallo. La sua memoria continua a vivere attraverso iniziative come questa. L'evento sottolinea il valore del servizio e dell'impegno. Offre un modello positivo per i giovani cittadini.

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