Il Wwf Foggia contesta il nuovo regolamento della Consulta per l'Ambiente, accusando la politica di aver creato un organismo "politocentrico" e anti-democratico. L'associazione valuterà azioni legali per ripristinare i principi originari.
Critiche al nuovo regolamento della consulta
Il Wwf di Foggia ha manifestato profonda preoccupazione. L'associazione ambientalista esprime ferma contrarietà al recente Regolamento della Consulta per l’Ambiente. Questo documento è stato approvato dagli uffici comunali. La Consulta dovrebbe rappresentare un luogo di partecipazione democratica. Tuttavia, secondo il Wwf, si è trasformata in un organismo blindato. È sotto il totale controllo della politica. Questo svuota di significato il lavoro svolto con le associazioni del territorio. Il testo approvato rappresenta un netto arretramento. È un passo indietro rispetto alla bozza condivisa. Le associazioni avevano lavorato con la Commissione Ambiente. La bozza prendeva a modello le migliori esperienze nazionali. Si era confrontata con realtà consolidate come quella di Bari. Lì la consulta opera con successo dal 2005.
Struttura gerarchica e voto negato alle associazioni
Le differenze riscontrate delineano una struttura gerarchica. Il terzo settore viene posto in una posizione subordinata. La presidenza è stata oggetto di forte critica. Nella proposta delle associazioni, il presidente doveva essere eletto liberamente dall'Assemblea. La scelta sarebbe ricaduta tra i suoi componenti. Il nuovo regolamento impone invece una scelta diversa. Il presidente deve essere eletto esclusivamente tra i 'componenti di diritto'. Questi sono identificati nei politici. Viene inoltre negato un diritto di voto effettivo. La bozza democratica prevedeva 'un voto per ogni associazione'. Il testo attuale stabilisce che le decisioni siano adottate solo dalla maggioranza dei componenti di diritto. Le associazioni vengono declassate. Sono ora 'componenti partecipanti' senza reale peso deliberativo. Il controllo politico si estende anche ad altri aspetti. La nomina del segretario e la gestione dei verbali sono state sottratte alla rotazione associativa. Sono state assegnate d'ufficio alla componente politica.
Marrese: "Una vera e propria presa in giro"
Maurizio Marrese, presidente del Wwf Foggia, ha commentato duramente l'accaduto. «Abbiamo letto il regolamento approvato ieri», ha dichiarato. «Ci troviamo di fronte a una vera e propria presa in giro». Marrese ha sottolineato come la bozza condivisa con la Commissione facesse tesoro delle esperienze nazionali. «Questo regolamento non ha eguali per chiusura», ha affermato. «Sembra scritto per la Corea del Nord per quanto è anti-democratico». L'associazione ambientalista aveva lavorato per mesi. L'obiettivo era correggere errori e proporre un modello basato sulla trasparenza. «La politica ha preferito barricarsi nel proprio fortino», ha aggiunto Marrese. «La Consulta sarà in pratica un piccolo consiglio comunale».
Principi democratici traditi e azioni future
L'associazione ribadisce con forza un principio fondamentale. Un organismo consultivo che opera in 'piena autonomia' non può essere presieduto e votato dagli stessi soggetti che siedono in giunta o in consiglio. Questo regolamento tradisce lo spirito dell'Art. 47 dello Statuto Comunale. Tale articolo riguarda le 'Consultazioni'. Inoltre, umilia le competenze professionali e scientifiche. Queste sono messe a disposizione dalla cittadinanza attiva. Il Wwf non intende avallare un simulacro di partecipazione. L'associazione valuterà, insieme alle altre sigle associative. Si studieranno le azioni più opportune. L'obiettivo è richiedere il ripristino dei principi di democrazia e parità. Questi principi erano inizialmente concordati. La decisione del Comune di Foggia di modificare la struttura della Consulta per l'Ambiente solleva interrogativi sulla reale volontà di coinvolgere attivamente le associazioni ambientaliste e i cittadini. La Consulta, nata con l'intento di promuovere la tutela del territorio e la sostenibilità ambientale, rischia di perdere la sua vocazione partecipativa. La sua efficacia come organo consultivo potrebbe essere compromessa da una gestione eccessivamente politicizzata. Le associazioni ambientaliste hanno sempre svolto un ruolo cruciale nel monitoraggio e nella proposta di soluzioni per le problematiche ambientali. La loro esclusione o marginalizzazione da processi decisionali importanti potrebbe avere ripercussioni negative sulla qualità delle politiche ambientali locali. Il timore è che la nuova struttura possa favorire interessi di parte a discapito della tutela ambientale generale. La storia di altre consulte ambientali in Italia dimostra come un modello partecipativo e autonomo sia fondamentale per il successo. L'esperienza di Bari, citata dal Wwf, evidenzia come la collaborazione tra istituzioni e associazioni possa portare a risultati concreti e duraturi. La gestione democratica dell'elezione del presidente e del diritto di voto per tutte le associazioni garantisce un equilibrio di poteri. Questo assicura che le decisioni riflettano un'ampia gamma di prospettive e competenze. Il regolamento attuale, invece, sembra concentrare il potere decisionale nelle mani di pochi. Questo potrebbe portare a decisioni meno informate e meno rappresentative degli interessi collettivi. Il Wwf e le altre associazioni si trovano ora di fronte a una scelta difficile. Devono decidere se accettare passivamente questa nuova configurazione o lottare per un ritorno ai principi democratici originari. La loro mobilitazione potrebbe essere un segnale importante per la cittadinanza attiva. Potrebbe incoraggiare un maggiore coinvolgimento civico nelle questioni ambientali. La trasparenza e l'inclusività sono pilastri fondamentali di una buona governance. La Consulta per l'Ambiente di Foggia dovrebbe incarnare questi valori. La battaglia del Wwf mira a garantire che ciò avvenga effettivamente. La speranza è che le autorità comunali ascoltino le legittime preoccupazioni delle associazioni. Si auspica un ripensamento del regolamento. Questo permetterebbe di ripristinare un dialogo costruttivo. Un dialogo che metta al centro la salvaguardia dell'ambiente e la partecipazione democratica. La cittadinanza di Foggia osserva attentamente gli sviluppi. Si attende una risposta concreta che tuteli il diritto alla partecipazione. La tutela del verde e dell'ambiente è una responsabilità condivisa. Richiede la collaborazione di tutti gli attori interessati. La politica ha il dovere di facilitare questa collaborazione. Non di ostacolarla attraverso meccanismi che limitano la democrazia. La battaglia del Wwf è una battaglia per il futuro ambientale della città. È una battaglia per un modello di partecipazione civica più autentico e inclusivo. Le azioni che verranno intraprese saranno decisive. Potrebbero segnare un precedente importante per la gestione di organismi simili in futuro. La comunità locale attende sviluppi positivi. Si spera in un ritorno a un percorso di dialogo e collaborazione.