L'arcivescovo di Foggia-Bovino, Giorgio Ferretti, ha celebrato i funerali di Stefania Rago, vittima di femminicidio. Il messaggio di perdono e amore è stato rivolto ai figli della donna e alla vittima stessa, invitando a superare la gelosia e l'egoismo.
Appello al perdono e all'amore
L'arcivescovo Giorgio Ferretti ha pronunciato parole di conforto durante i funerali di Stefania Rago. Si è rivolto direttamente ai figli della donna, Jessica e Michael. Ha chiesto loro di perdonare, se possibile, e di amare. Il perdono, ha spiegato, ha il potere di disarmare. Può trasformare i sentimenti negativi in positivi. Dona pace a chi lo riceve. Inoltre, lenisce il dolore di chi lo dona.
L'arcivescovo ha sottolineato l'importanza del perdono nella memoria della madre. Ha esortato i giovani a mettersi al servizio del bene. Ha consigliato loro di lasciarsi amare dal Signore Gesù. Questo percorso, ha affermato, porterà pace nelle loro vite.
Omelia contro la gelosia e il possesso
Monsignor Ferretti ha definito la gelosia come una difesa della proprietà. Ha criticato l'idea di considerare le persone come oggetti posseduti. Frasi come «sei mia» nascondono un desiderio di esclusività. Questo egoismo porta a voler soggiogare i propri cari. L'arcivescovo ha definito stolto questo pensiero. Danneggia sia le persone amate sia chi lo coltiva.
La sofferenza e l'autodistruzione derivano da questa mentalità. Si tortura se stessi e gli altri. La vita viene rovinata da queste dinamiche. L'arcivescovo ha auspicato una maggiore comprensione dell'amore sincero. Ha citato l'amore libero di Gesù per ogni individuo. Questo amore, se compreso, potrebbe essere donato in modo più abbondante e autentico.
Superare egoismo e passioni
È necessario smettere di ascoltare solo le proprie voglie. Bisogna resistere ai desideri e alle passioni sfrenate. La sofferenza per ciò che manca deve cessare. La smania di possedere e l'egoismo devono essere abbandonati. L'arcivescovo ha concluso con un forte monito: «Basta uccidere per avere».
Il feretro di Stefania Rago, 46 anni, era coperto da rose bianche. La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Michele Arcangelo a Foggia. La donna è stata uccisa il 23 aprile nella sua abitazione. Il presunto assassino è il marito, Antonio Fortebraccio, 48 anni. È attualmente in carcere con l'accusa di femminicidio.
Alla cerimonia erano presenti i familiari: i figli Jessica e Michael. C'erano anche i genitori, la sorella, il fratello. Numerosi amici e conoscenti hanno partecipato. Per l'occasione è stato proclamato il lutto cittadino a Foggia.
Monsignor Ferretti si è rivolto anche alla vittima. Ha immaginato Stefania tra le braccia di Cristo Risorto. Dal «giardino del cielo», dove non esistono più sofferenza o lutto. Ha chiesto perdono per tutti e una preghiera per i presenti.