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L'Università del Crocese a Foggia è chiusa da oltre due anni, suscitando interrogativi tra consiglieri e cittadini. Nonostante un passato in cui la sindaca Maria Aida Episcopo contribuì alla sua salvaguardia, oggi la situazione appare stagnante, con richieste di riapertura inevase.

La mancata riapertura dell'istituzione culturale

Il destino dell'Università del Crocese rimane un mistero, lasciando perplessi sia i membri della maggioranza che quelli dell'opposizione in consiglio comunale. Il consigliere Italo Pontone ha espresso forte disappunto, dichiarando: «Attendiamo da due anni la riapertura dell'Università del Crocese, come richiesto dalla Commissione Cultura da me presieduta».

Questa commissione, insediatasi circa due anni fa, aveva precedentemente visitato i locali situati nella Circoscrizione Arpi-Croci Nord, nel Rione Candelaro. L'obiettivo era valorizzare questa scuola di tradizioni, custode della storia cittadina. La commissione aveva cercato di facilitare un dialogo tra l'amministrazione e i promotori dell'iniziativa.

Tuttavia, è emerso un certo disinteresse da parte delle istituzioni. Il decano del Partito Democratico, Italo Pontone, amareggiato, aveva presentato un'interrogazione nel gennaio 2025 per ottenere chiarimenti riguardo all'abbandono e alla mancanza di interesse verso l'istituzione. Dopo un rimpallo di responsabilità tra gli assessorati, in particolare quello all'Istruzione e Formazione guidato da Domenico Di Molfetta, si era mostrata una certa attenzione.

L'assessore Di Molfetta era riuscito a convincere Pontone a ritirare l'interrogazione, alleggerendo l'imbarazzo dell'amministrazione. Nonostante questi sforzi, la situazione non è mutata. L'Università del Crocese non ha ripreso le sue attività, seguendo un destino simile a quello del Centro polivalente per anziani Palmisano. Anche all'interno della Commissione Cultura, i membri continuano a interrogarsi sulle ragioni di questo stallo.

Il passato di salvaguardia dell'Università del Crocese

È significativo notare che nel 2014, la stessa Maria Aida Episcopo, allora assessore con deleghe a Formazione, Istruzione, Università, Gemellaggi e Istituti di partecipazione nella Giunta Mongelli, ebbe un ruolo cruciale nel salvare l'Università del Crocese. Questo rappresenta un'inversione di tendenza rispetto alla situazione attuale.

Come documentato in precedenza, poco prima della soppressione dei Consigli circoscrizionali, l'amministrazione dell'epoca si adoperò per preservare l'Università del Crocese, nata all'interno della Circoscrizione Arpi-Croci Nord. Fu proprio su proposta di Maria Aida Episcopo che, il 28 marzo 2014, la Giunta deliberò all'unanimità di autorizzare la permanenza della Scuola di Tradizioni nei locali assegnati.

La delibera prevedeva inoltre l'affidamento del coordinamento al dirigente del Servizio Scolastico Amministrativo e al competente Assessorato. In sostanza, Episcopo, accogliendo le sollecitazioni del Consiglio circoscrizionale, si fece carico dell'Università del Crocese.

La Scuola di Tradizioni, definita «forse l'unica per tipologia in Italia», con l'impegno di docenti, iscritti, Consiglio e personale del Servizio Decentramento, si era affermata come punto di riferimento nel Quartiere Candelaro. Offriva corsi gratuiti, diventando un centro di aggregazione e diffusione culturale.

L'atto deliberativo riconosceva l'importanza formativa della Scuola di Tradizioni come «presidio culturale del territorio cittadino e nucleo fondamentale di aggregazione e di diffusione della cultura e dell’ordine sociale nel Quartiere Candelaro». Nel suo curriculum, Episcopo menzionava tra le partnership instaurate durante il suo mandato quella con l'Università del Crocese, considerandola una collaborazione di prestigio.

Le richieste attuali e il timore dell'oblio

A distanza di dodici anni, l'amministrazione comunale guidata da Maria Aida Episcopo non ha ancora dato seguito alle numerose sollecitazioni per riaprire l'Università del Crocese. Le richieste sono state molteplici: un emendamento al Dup bocciato dal centrodestra, la formalizzazione della richiesta da parte della Commissione Cultura e, più recentemente, una petizione firmata e protocollata al Comune di Foggia da quasi 300 cittadini.

Attualmente, i locali della Circoscrizione, contrariamente a quanto constatato dalla Commissione Cultura nel 2024, sembrerebbero essere occupati da personale comunale. Il tempo continua a scorrere e da oltre due anni, «inspiegabilmente», l'Università del Crocese, riconosciuta come un presidio fondamentale per il Quartiere Candelaro, rimane chiusa.

Si diffonde il timore che questa importante realtà culturale possa essere lentamente dimenticata e andare perduta. La situazione attuale contrasta nettamente con l'impegno dimostrato in passato dalla sindaca Episcopo, alimentando il dibattito politico e sociale sulla gestione dei beni culturali e delle istituzioni formative sul territorio di Foggia.

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