Condividi

La figlia di Stefania Rago, vittima di femminicidio a Foggia, rompe il silenzio. Esprime il suo dolore e la sua ferma condanna verso il padre, affermando che un simile gesto non potrà mai essere perdonato.

La figlia Jessica esprime il suo dolore

A una settimana dal tragico evento, Jessica, figlia della vittima Stefania Rago, ha deciso di parlare. La donna, 27 anni, ha espresso parole di profonda tristezza e condanna. Ha sottolineato l'importanza di non normalizzare mai il femminicidio. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate durante un incontro con la stampa.

Jessica era accompagnata da suo fratello Michael, di 23 anni. Insieme hanno condiviso il loro dolore e le loro riflessioni sulla tragedia che ha colpito la loro famiglia. La giovane ha parlato apertamente del padre, Antonio Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata.

«Una persona del genere non potrà mai essere perdonata», ha affermato con fermezza Jessica. Ha spiegato che uccidere significa voler esercitare un controllo totale sull'altra persona. Significa decidere della sua vita e della sua morte. Per questo motivo, ha aggiunto, non merita alcun tipo di riavvicinamento.

Dinamiche familiari di controllo e svalutazione

La figlia della vittima ha descritto la dinamica familiare come segnata da un costante controllo e svalutazione. Ha evidenziato come un simile epilogo non sia mai prevedibile. «I litigi esistono in tutte le famiglie, ma mai fino a questo punto», ha raccontato.

Jessica ha rivelato che il padre esercitava un forte controllo sulla vita della madre. Sebbene apparentemente volesse che fosse autonoma, in realtà non le permetteva mai di esserlo veramente. Un episodio emblematico riguarda la carriera di Stefania Rago. Aveva studiato e lavorato in diversi luoghi, ma poi aveva smesso.

La madre aveva paura. Il marito la faceva sentire incapace e la svalutava moralmente. Questo comportamento ha evidentemente minato la sua autostima e la sua libertà. Jessica ha esortato chiunque si trovi in situazioni simili ad avere coraggio. Ha consigliato di parlare con persone fidate e di cercare aiuto concreto.

La riservatezza della madre e i tentativi di divorzio

Jessica ha raccontato che sua madre era molto riservata e non si confidava facilmente. Forse voleva proteggere i suoi figli. Tuttavia, i figli percepivano il suo turbamento. «Le chiedevo perché fosse turbata, ma lei diceva sempre che stava bene», ha ricordato Jessica.

La giovane ha anche rivelato che ci erano già state altre occasioni in cui la madre aveva chiesto il divorzio. Il padre, però, era stato insistente e non aveva mai accettato questa possibilità. I figli speravano in una separazione. «Lo dicevamo anche a mio padre. Stai meglio tu e sta meglio mamma», ha aggiunto Jessica.

Il ricordo di Michael e l'ultimo saluto

Anche Michael, fratello di Jessica, ha voluto condividere il suo ricordo. Ha parlato della madre come di una persona che ha lasciato loro forza e amore. Ha ricordato i momenti di gioia, ma anche quelli difficili. Soprattutto per la madre, che ha dovuto affrontare dinamiche familiari complesse nel tempo.

«Nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo così tragico», ha affermato Michael. Nemmeno la madre pensava che il marito potesse arrivare a tanto. «Neanche noi figli lo avremmo mai pensato», ha aggiunto. Ha sottolineato come la madre abbia lasciato loro una grande forza.

Michael ha raccontato l'ultimo saluto alla madre. L'aveva vista la mattina stessa, intorno alle 10. Era tornato a Bari per studiare. La madre gli diede un bacio e gli chiese quando si sarebbero rivisti. Lui le rispose: «La settimana prossima, stai tranquilla». La sera stessa, ha saputo della tragedia.

Domande e Risposte

Perché la figlia non perdona il padre?
La figlia non perdona il padre perché considera l'omicidio un atto di controllo totale e una decisione sulla vita altrui, un gesto che ritiene imperdonabile e che dimostra una profonda mancanza di umanità.

Quali erano le dinamiche familiari descritte dai figli?
I figli hanno descritto una dinamica familiare caratterizzata da un forte controllo esercitato dal padre sulla madre, svalutazione morale e tentativi di divorzio non accettati dal marito, creando un ambiente di paura e sofferenza per la madre.