A Foggia si è tenuto il Disability Pride con una marcia per l'accessibilità. L'evento ha visto la partecipazione di oltre cento persone che hanno chiesto il riconoscimento della piena cittadinanza attraverso la rimozione delle barriere.
Manifestazione per l'accessibilità a Foggia
Più di cento persone hanno sfilato per le strade di Foggia. L'evento, denominato Disability Pride Puglia 2026, è stato organizzato da un collettivo di associazioni. Hanno partecipato anche famiglie e individui con disabilità e neurodivergenze. Una marcia simbolica, definita 'Passeggiata Accessibile/Skarrozzata', ha attraversato il cuore della città.
I partecipanti hanno esposto cartelli con messaggi chiari. Uno slogan recitava: «L'accessibilità non è carità, è cittadinanza». Un altro cartello evidenziava una difficoltà concreta: «Volevo esserci ma non posso pagare l'assistente personale».
Il significato dell'accessibilità
Le associazioni promotrici hanno sottolineato il valore dell'iniziativa. «Attraversare la città significa interrogarsi sulla città stessa», hanno affermato. Si è posta l'attenzione sugli spazi urbani e sugli ostacoli presenti. L'obiettivo è garantire che tutti possano vivere pienamente questi luoghi. Le associazioni hanno evidenziato l'importanza del linguaggio.
Gianfranco Notari, del coordinamento Persone, ha spiegato: «Non parlare più di disabilità come categorie diagnostiche». Ha suggerito di parlare invece di «persone disabilitate». Questo significa riconoscere le limitazioni subite. La disabilità, ha aggiunto, non risiede nella persona. Deriva dall'interazione tra l'individuo e le barriere ambientali. La riforma sulla disabilità supporta questo concetto.
Contesto e barriere sociali
Notari ha fornito un esempio concreto. Una persona con sindrome di Down a Foggia o Napoli incontra più ostacoli. La stessa persona a Oslo vive una condizione differente. La diagnosi medica rimane identica. Ciò che cambia radicalmente è il contesto. L'ambiente può essere più o meno permeabile alle esigenze di tutti. La presenza di barriere determina il grado di disabilità percepita e vissuta.
Questo concetto sottolinea la necessità di un approccio sistemico. Le soluzioni non devono essere individuali. Devono riguardare la trasformazione degli ambienti. L'accessibilità universale è un obiettivo primario. Permette una partecipazione sociale equa. La manifestazione ha voluto portare all'attenzione pubblica queste tematiche.
Incontro con le istituzioni
La giornata è proseguita con un incontro presso i campi Diomedei. L'evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali. Tra queste, era presente il garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia. Questo momento ha offerto un'opportunità di dialogo. Si è discusso delle problematiche sollevate durante la marcia. L'obiettivo è promuovere azioni concrete per migliorare l'accessibilità.
L'incontro ha rafforzato il messaggio della manifestazione. L'accessibilità è un tema che riguarda l'intera comunità. Richiede un impegno congiunto. Le istituzioni hanno avuto modo di ascoltare direttamente le istanze. Si spera che questo possa tradursi in politiche più inclusive. La cittadinanza attiva è fondamentale per il cambiamento.
Prospettive future
Il Disability Pride a Foggia ha rappresentato un momento di forte sensibilizzazione. Ha ribadito che l'accessibilità non è un favore. È un diritto fondamentale. La piena inclusione sociale passa attraverso la rimozione di ogni barriera. Sia fisica che culturale. La partecipazione di oltre cento persone dimostra la crescente consapevolezza. La richiesta di cittadinanza passa anche dall'abbattimento degli ostacoli.
Le associazioni continueranno a portare avanti questa battaglia. L'obiettivo è una città e una società realmente accessibili a tutti. Senza distinzioni. La marcia di oggi è solo un passo. Ma un passo importante verso un futuro più equo. La speranza è che le parole dei manifestanti trovino ascolto. E si trasformino in azioni concrete.