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A Foggia, un'iniziativa educativa in carcere ha permesso a detenuti di coltivare fiori e donarli alle loro madri in occasione della Festa della Mamma. Il progetto mira a fornire competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Un progetto di rinascita tra le mura carcerarie

All'interno della struttura agricola del carcere di Foggia è stata allestita una serra. Qui, circa venti reclusi hanno intrapreso un percorso formativo. Dal mese di gennaio, si sono occupati della cura delle piante. Hanno gestito l'irrigazione e monitorato la crescita delle specie vegetali. L'obiettivo è offrire loro una qualifica professionale.

Questa attività rientra in un progetto scolastico. Gli studenti detenuti seguono un corso di studi presso l'istituto Notarangelo Rosati - Giannone Masi. Il percorso è focalizzato sul settore tecnologico agrario. L'iniziativa è stata chiamata «fiori oltre le sbarre». Ha coinvolto detenuti che beneficiano dell'articolo 21. Questo articolo permette il lavoro all'esterno delle mura di cinta.

Competenze agrarie per un futuro migliore

Gli studenti detenuti appartengono alle classi 3GAT e 4GAT. Hanno applicato le loro conoscenze agrarie e florovivaistiche. Hanno imparato la cura delle piante e la gestione dell'irrigazione. Hanno rispettato i tempi biologici di crescita. Hanno monitorato lo sviluppo vegetativo. Infine, hanno preparato i fiori per la consegna.

Questa attività pratica è strettamente legata al loro indirizzo di studi. Permette di acquisire competenze concrete. Queste abilità saranno utili una volta scontata la pena. Il territorio di Foggia ha una forte vocazione agricola. Le competenze acquisite possono quindi facilitare il reinserimento lavorativo.

Un gesto d'amore per la Festa della Mamma

Nella giornata precedente alla Festa della Mamma, circa 100 piante sono state distribuite. La consegna è avvenuta alla presenza degli studenti detenuti. I docenti hanno consegnato gli omaggi floreali alle madri in visita. Questo gesto simbolico ha portato un po' di bellezza e affetto all'interno del carcere.

La capo area educativa del carcere, Paola Errico, ha spiegato l'importanza del progetto. «È un progetto che abbiamo pensato proprio per fornire un titolo di studio, con annesse competenze spendibili dai detenuti una volta fuori dal carcere», ha dichiarato. Ha sottolineato come l'iniziativa sia pensata per il contesto locale.

Solidarietà e vicinanza per le donne recluse

Oltre al progetto floreale, altre iniziative hanno caratterizzato la giornata. Volontarie dell'associazione Genoveffa De Troia e donne del centro studi volontariato Foggia hanno partecipato. Hanno donato manufatti realizzati artigianalmente. Si tratta di pinze per capelli decorate come fiori. Questi doni sono stati distribuiti alle detenute della sezione femminile.

L'obiettivo di questi gesti è manifestare solidarietà. Vogliono trasmettere attenzione e vicinanza alle donne recluse. Un modo per far sentire la loro presenza in un momento speciale come la Festa della Mamma. L'iniziativa dimostra come anche all'interno del carcere sia possibile coltivare relazioni e speranza.

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