Cronaca

Foggia: commemorata Carmela Panìco, pioniera dei diritti femminili

20 marzo 2026, 14:30 5 min di lettura
Foggia: commemorata Carmela Panìco, pioniera dei diritti femminili Immagine da Wikimedia Commons Foggia
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Foggia ha reso omaggio a Carmela Panìco, sindacalista pioniera nata a Cerignola. L'evento ha ricordato il suo impegno per i diritti delle donne e l'uguaglianza salariale. Sua figlia Tina Pizzolo ha sottolineato la sua instancabile battaglia per il voto femminile e i salari equi.

Carmela Panìco: una vita dedicata ai diritti

La città di Foggia ha recentemente ospitato un evento significativo. Si è tenuta una commemorazione dedicata a Carmela Panìco. L'iniziativa è stata organizzata dallo Spi Cgil di Foggia. Il nome dell'evento era 'La memoria parla al futuro. Donne Protagoniste'.

Carmela Panìco era nata a Cerignola, in provincia di Foggia, nel lontano 1928. La sua scomparsa è avvenuta il 28 luglio 2009. La sua figura è ricordata come un faro di impegno sociale e politico. La sua eredità continua a ispirare le generazioni future.

Fin da giovanissima, Panìco dimostrò un forte interesse per la politica. Si iscrisse al Partito Comunista Italiano in età molto precoce. Questo impegno precoce segnò l'inizio di una lunga carriera dedicata alla lotta per i diritti dei lavoratori e, in particolare, delle donne.

La sua determinazione le permise di raggiungere traguardi storici. Carmela Panìco divenne la prima donna a ricoprire un ruolo dirigenziale sindacale nell'intera provincia di Foggia. Questo primato testimonia la sua forza e la sua capacità di rompere le barriere di genere in un'epoca ancora fortemente patriarcale.

L'eredità di una combattente: le parole della figlia

Durante la commemorazione, un momento particolarmente toccante è stato il ricordo di Tina Pizzolo. Lei è una delle tre figlie di Carmela Panìco. Attualmente, Tina Pizzolo ricopre la carica di segretaria provinciale dello Spi Cgil di Foggia. Le sue parole hanno dipinto un ritratto vivido della madre.

«Mia madre si è sempre battuta per i diritti delle donne», ha dichiarato Pizzolo. Ha enfatizzato l'importanza che Panìco attribuiva al voto femminile. «Ha sempre sostenuto l'importanza del voto alle donne», ha ricordato la figlia. Le sue esortazioni erano costanti: «Ci diceva sempre 'bisogna andare a votare sempre e subito'».

L'impegno di Carmela Panìco non si limitava al diritto di voto. Si è sempre occupata attivamente delle tematiche femminili. Un focus particolare era rivolto alla questione dei salari equi. «Ha sempre lottato fino alla fine dei suoi giorni per le donne», ha aggiunto Tina Pizzolo con commozione.

La figlia ha poi lanciato un appello alla continuità dell'impegno. «Non bisogna mai abbassare la guardia», ha ammonito Pizzolo. Ha sottolineato la necessità di preservare i diritti già conquistati. «È necessario continuare a tenere stretti i diritti già conquistati e a combattere per avere sempre più diritti», ha concluso.

Un percorso sindacale e politico di rilievo

Il percorso di Carmela Panìco nel mondo del lavoro e della politica è stato costellato di successi. Nel 1950, ha assunto la responsabilità della Federbraccianti. Questa era l'organizzazione sindacale che rappresentava i lavoratori agricoli all'interno della Cgil. Questo incarico le permise di essere in prima linea per i diritti dei lavoratori più vulnerabili.

Qualche anno dopo, nel 1956, ha ricoperto un ruolo chiave. Fu designata responsabile della Commissione Femminile della Cgil. In questo ruolo, ha lavorato per dare voce e visibilità alle lavoratrici, promuovendo l'uguaglianza e combattendo le discriminazioni.

Parallelamente al suo impegno sindacale, Panìco ha intrapreso anche una carriera politica. Nello stesso periodo, venne eletta consigliera comunale a Cerignola. La sua elezione avvenne nelle liste del PCI, confermando il suo radicamento politico e sociale.

Negli anni '60, Carmela Panìco fu una figura centrale nella mobilitazione contro il sotto-salario femminile. La disparità salariale tra uomini e donne era una delle battaglie più sentite. Tenne un comizio nel comune di Stornara. Qui rivendicò con forza il diritto delle donne a percepire una retribuzione identica a quella degli uomini per lo stesso lavoro.

Le lotte per i diritti dei lavoratori e delle madri

L'impegno di Carmela Panìco si estese anche a questioni di welfare e supporto alle famiglie lavoratrici. Nel 1962, fu protagonista di una serrata lotta. L'obiettivo era ottenere l'istituzione di asili nido. Questi servizi erano destinati ai figli delle lavoratrici agricole. Le madri erano spesso impegnate nella dura raccolta delle olive. La mancanza di assistenza per i bambini rappresentava un ostacolo significativo.

La sua presenza fu fondamentale anche durante i difficili scioperi del 1969. Questi scioperi riguardavano il contratto dei braccianti. Panìco si schierò in prima linea, sostenendo le rivendicazioni dei lavoratori agricoli con determinazione.

Negli anni successivi, il suo raggio d'azione si ampliò. A Foggia, si occupò direttamente dei diritti di tutti i lavoratori. Questo includeva sia uomini che donne. Si concentrò sui dipendenti delle imprese che hanno segnato la storia industriale del capoluogo e dell'intera provincia. La sua visione era inclusiva e mirava a migliorare le condizioni di vita e di lavoro per l'intera comunità.

L'evento di commemorazione a Foggia ha visto la partecipazione di circa 400 persone. Questo numero testimonia il profondo rispetto e l'affetto che Carmela Panìco continua a suscitare. La sua figura rimane un esempio luminoso di impegno civile e sociale. La sua lotta per l'uguaglianza e la giustizia continua a risuonare nel presente.

La provincia di Foggia, e in particolare Cerignola, sono state il teatro delle sue battaglie. Ma il suo impatto è stato ben più ampio. Ha contribuito a plasmare una coscienza collettiva sull'importanza dei diritti delle donne. La sua eredità è un monito a non dimenticare le lotte passate. È anche un incoraggiamento a proseguire il cammino verso una società più equa e giusta per tutti.

La figura di Carmela Panìco rappresenta un capitolo importante nella storia sociale e sindacale del Sud Italia. La sua determinazione nel rompere le barriere di genere e nel lottare per i diritti dei lavoratori la rende un modello di riferimento. L'evento ha ribadito l'importanza di mantenere viva la sua memoria. Soprattutto, ha sottolineato la necessità di portare avanti i suoi ideali.

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