Oltre 300 residenti di Foggia hanno firmato una petizione per chiedere la riapertura dell'Università del Crocese. L'istituzione, dedicata alla conservazione delle tradizioni locali, è stata chiusa senza spiegazioni apparenti.
Nuova petizione per l'università del Crocese
Una raccolta firme ha raggiunto quota 286 sottoscrizioni. L'obiettivo è ottenere la riattivazione dell'Università del Crocese. La sede proposta è quella storica nei locali della Circoscrizione al Rione Candelaro. La petizione è stata ufficialmente presentata al Comune di Foggia. L'istanza è indirizzata alla sindaca Maria Aida Episcopo. È stata inoltrata anche all'assessore all'Istruzione Domenico Di Molfetta. Tutti i consiglieri comunali hanno ricevuto copia della richiesta. La documentazione è stata protocollata il 13 marzo. Tuttavia, sembra che i destinatari non abbiano ancora preso visione della proposta.
Le attività didattiche dell'Università del Crocese sono state interrotte. Questo accade dall'insediamento dell'attuale amministrazione comunale. La chiusura è avvenuta senza motivazioni chiare. La situazione ha generato malcontento tra i cittadini. Molti ritengono l'istituzione fondamentale per la cultura locale. La sua sospensione appare quindi ingiustificata.
Iniziative politiche e storiche per la riattivazione
Già nel novembre 2024, il centrodestra aveva tentato di riaprire l'università. Fu presentato un emendamento al Documento Unico di Programmazione. L'obiettivo era proprio la riattivazione dell'istituzione culturale. La proposta fu però respinta con un voto contrario. Anche il presidente della Commissione Politiche Sociali, Italo Pontone (Partito Democratico), si era interessato. Aveva presentato un'interrogazione per chiarire la situazione. Nonostante ciò, non sono stati ottenuti risultati concreti. La promozione delle tradizioni locali non dovrebbe avere connotazioni politiche. La sua importanza trascende gli schieramenti partitici.
L'Università del Crocese è nata nel lontano 1999. All'epoca erano ancora attivi i consigli di quartiere. La VI Circoscrizione, denominata 'Croci', decise di istituire la scuola di tradizioni. Questo fu possibile grazie alla disponibilità di numerosi esperti. Professori, poeti e artisti locali offrirono il loro contributo. La sede scelta fu proprio quella della Circoscrizione, situata in viale Candelaro. Successivamente, con lo smantellamento dei consigli circoscrizionali, la Giunta comunale guidata da Gianni Mongelli intervenne. Si impegnò a garantire la continuità della sede per l'Università del Crocese. L'istituzione fu presa in carico dall'Assessorato all'Istruzione e dal relativo Servizio comunale.
Una delibera specifica, datata 28 marzo 2014, sancì questa decisione. I cittadini promotori della petizione sottolineano come questo provvedimento non sia mai stato revocato. Nessun atto amministrativo successivo ha modificato o annullato tale disposizione. La continuità operativa dell'Università del Crocese sembra quindi garantita da un atto formale ancora valido.
L'importanza sociale dell'Università del Crocese
L'utenza tipica dell'Università del Crocese è costituita prevalentemente da persone over 65. Tuttavia, non è esclusa la partecipazione di altre fasce d'età. L'istituzione rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la socializzazione. Offre un luogo di incontro e scambio in una zona periferica come Candelaro. Questa funzione aggregativa è particolarmente preziosa. Si aggiunge alla situazione di altri centri chiusi, come il Centro Palmisano. Anche quest'ultimo era destinato alla stessa fascia d'età ed è inattivo da anni. La riapertura dell'Università del Crocese potrebbe colmare un vuoto sociale importante.
Un aspetto cruciale evidenziato dai sostenitori è l'assenza di costi per l'ente comunale. L'Università del Crocese opera senza gravare sul bilancio del Comune. I docenti prestano la loro opera su base volontaria. Non percepiscono alcun compenso per le lezioni tenute. Il ruolo di rettore è ricoperto dal sindaco in carica o da un suo delegato. La partecipazione ai corsi è completamente gratuita per tutti gli studenti. Questo modello organizzativo virtuoso permette di mantenere vivo un patrimonio culturale.
Da ben 25 anni, l'Università del Crocese svolge un ruolo insostituibile. Si dedica alla trasmissione di conoscenze. Queste riguardano le tradizioni popolari, il dialetto foggiano e gli antichi mestieri. È un baluardo contro la perdita di identità culturale. La sua chiusura rappresenta un impoverimento per la comunità. La sua riattivazione è vista come un passo necessario.
Appello degli oltre 300 cittadini
Oggi, quasi 300 cittadini foggiani rivolgono un appello accorato. Chiedono un'unica cosa: la riapertura dell'Università del Crocese. La richiesta è chiara e non ammette indifferenza. Si rivolgono agli amministratori comunali. Sottolineano come la cultura sia uno dei pilastri del programma di rilancio della città. Le linee programmatiche dell'amministrazione stessa pongono la cultura al centro. Pertanto, la chiusura di un'istituzione culturale così radicata appare in contraddizione. La sede richiesta è quella storica della Circoscrizione Candelaro. L'obiettivo è continuare a custodire e promuovere le preziose tradizioni locali. La petizione rappresenta la voce di una comunità che non vuole vedere estinto un pezzo della propria storia.
La città di Foggia, attraverso questa iniziativa civica, dimostra il suo attaccamento al patrimonio immateriale. L'Università del Crocese non è solo un luogo di apprendimento. È un simbolo di identità e continuità storica. La sua riattivazione è vista come un investimento sul futuro, basato sulla valorizzazione del passato. La speranza è che l'amministrazione comunale accolga favorevolmente la richiesta. La risposta a questa petizione sarà un indicatore importante dell'attenzione verso le istanze culturali dei cittadini.
La zona del Rione Candelaro, come molte periferie, necessita di presidi culturali. Questi luoghi favoriscono l'inclusione sociale e la coesione comunitaria. L'Università del Crocese risponde perfettamente a questa esigenza. La sua chiusura priva il quartiere di un servizio vitale. I firmatari sperano in un ripensamento da parte dell'amministrazione. La riapertura potrebbe avvenire rapidamente, dato il modello organizzativo a costo zero. Si attende ora una risposta concreta alle richieste dei cittadini foggiani.