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Foggia ricorda Francesco Marcone, direttore dell'Ufficio Registro, assassinato 31 anni fa. La famiglia e la città chiedono giustizia e verità, sperando in una riapertura delle indagini.

Commemorazione per un omicidio irrisolto

La città di Foggia si è riunita per commemorare Francesco Marcone. Sono trascorsi 31 anni dal suo tragico assassinio. Il direttore dell'Ufficio Registro fu ucciso sulle scale di casa il 31 marzo del 1995. La sua morte rimane ancora oggi senza colpevoli. La famiglia e l'intera comunità invocano verità e giustizia.

La cerimonia si è svolta dinanzi alla stele dedicata alla vittima. Marcone è ricordato come ‘vittima del dovere’ e ‘vittima di mafia’. L'evento ha rappresentato un momento di profonda riflessione collettiva. Erano presenti le massime autorità civili e militari della città.

Appello per la verità e la giustizia

La sindaca Episcopo ha partecipato alla commemorazione. Erano presenti anche rappresentanti delle forze dell'ordine. Hanno preso parte anche il procuratore Enrico Infante. Immancabili i figli di Francesco Marcone, Daniela e Paolo.

Daniela Marcone, vicepresidente di Libera contro le mafie, ha rivolto un appello sentito. Ha esortato la cittadinanza a mantenere una ferma resistenza. L'impegno deve essere costante e proattivo. Bisogna contrastare ogni fenomeno dannoso per la comunità. L'azione deve essere ‘per’ e non solo ‘contro’ le ingiustizie.

Un'eredità di coraggio

Daniela Marcone ha ricordato il coraggio del padre. Egli scelse di opporsi a fenomeni preoccupanti. Lo fece in un'epoca in cui la consapevolezza era limitata. Ha definito l'eredità paterna come «pesante e complessa». Essa narra la storia di un uomo lasciato solo nelle sue battaglie.

Da qui, il suo monito risuona forte. La comunità deve sostenere chi denuncia. Deve accompagnare chi sceglie di andare controcorrente. Bisogna incoraggiare chi trova la forza di opporsi.

La speranza di una riapertura delle indagini

Il fratello Paolo Marcone ha espresso un desiderio profondo. Spera in una riapertura delle indagini sul caso. Ha dichiarato: «Ci sono i dati, ci sono circostanze che possono favorire una riapertura delle indagini».

Paolo Marcone è fiducioso. Crede che prima o poi qualcuno coglierà l'opportunità. Sarà possibile così dare finalmente una risposta a questa morte. La ricerca di giustizia continua, alimentata dalla memoria e dalla speranza.