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Oltre 300 residenti di Foggia hanno firmato una petizione per richiedere la riapertura dell'Università del Crocese, un centro culturale dedicato alle tradizioni locali. L'istituzione, attiva dal 1999, è stata chiusa dall'amministrazione comunale, suscitando proteste e interrogativi.

Riapertura università del crocese a foggia

Una mobilitazione civica ha preso forma a Foggia. Quasi 300 cittadini hanno sottoscritto una petizione. L'obiettivo è ottenere la riattivazione dell'Università del Crocese. Questa istituzione culturale opera nei locali della Circoscrizione nel Rione Candelaro. La richiesta è stata formalmente inoltrata al Comune di Foggia.

La petizione è stata indirizzata alla sindaca Maria Aida Episcopo. È stata inviata anche all'assessore all'Istruzione Domenico Di Molfetta. Hanno ricevuto copia tutti i consiglieri comunali. La documentazione è stata protocollata presso il Comune di Foggia il 13 marzo. Sorprendentemente, i destinatari sembrano non aver ancora ricevuto la richiesta.

Le attività dell'Università del Crocese sono state interrotte. Questa sospensione è avvenuta dopo l'insediamento dell'attuale amministrazione. La sindaca Maria Aida Episcopo guida l'esecutivo. La chiusura è stata definita «inspiegabile» dai promotori della petizione. La questione ha sollevato interrogativi sulla gestione dei beni culturali locali.

Proposte politiche respinte per l'università

Il dibattito politico attorno all'Università del Crocese è acceso. A novembre 2024, il centrodestra ha presentato una proposta. Si trattava di un emendamento al Documento Unico di Programmazione. L'obiettivo era riattivare l'istituzione culturale. La proposta è stata però respinta. Il voto contrario ha bloccato l'iniziativa politica.

Anche il consigliere Italo Pontone si è interessato al caso. Egli presiede la Commissione Politiche Sociali. Il consigliere è esponente del PD. Ha presentato un'interrogazione sull'argomento. Nonostante il suo intervento, non sono stati ottenuti risultati concreti. La questione rimane in sospeso.

La promozione delle tradizioni locali non dovrebbe avere connotazioni politiche. Questo principio è alla base della richiesta dei cittadini. La valorizzazione del patrimonio culturale è un interesse collettivo. La chiusura dell'Università del Crocese va contro questo principio. L'amministrazione è chiamata a rispondere.

Storia e valore dell'università del crocese

L'Università del Crocese è stata istituita nel lontano 1999. All'epoca erano ancora attivi i consiglieri di quartiere. La VI Circoscrizione, denominata ‘Croci’, ha deliberato la sua creazione. Questo è avvenuto grazie alla disponibilità di numerosi esperti. Professori, poeti e artisti hanno offerto il loro contributo volontario. L'obiettivo era creare una scuola dedicata alle tradizioni locali.

La sede storica dell'istituzione culturale era proprio nei locali della Circoscrizione. Questi si trovano in viale Candelaro. Con lo smantellamento dei consigli circoscrizionali, la situazione è cambiata. La Giunta comunale guidata da Gianni Mongelli intervenne. Si assicurò la permanenza dell'Università del Crocese in quella sede. L'istituzione fu «adottata» dall'Assessorato all'Istruzione. Anche il relativo Servizio si occupò della sua gestione.

Una delibera specifica del 28 marzo 2014 garantiva la sede. I cittadini che promuovono la petizione sottolineano questo punto. Tale provvedimento amministrativo non è mai stato revocato o superato. Nessun atto successivo ha modificato quella decisione. La continuità giuridica dell'occupazione dei locali è quindi evidente.

L'università come presidio sociale e culturale

L'Università del Crocese rappresenta un punto di riferimento importante. La sua utenza è composta prevalentemente da persone over 65. Non si escludono però altre fasce d'età. L'istituzione funge da luogo di aggregazione. Questo è particolarmente significativo in una periferia come Candelaro. La sua chiusura priva il quartiere di un servizio essenziale.

La situazione è paragonabile a quella del Centro Palmisano. Anche questo centro è chiuso da anni. Era destinato alla stessa fascia d'età della popolazione. La sua inattività aggrava il senso di isolamento per gli anziani del quartiere. La riapertura dell'Università del Crocese potrebbe mitigare questo problema.

Un aspetto fondamentale è l'assenza di costi per l'ente comunale. I docenti prestano la loro opera su base volontaria. Non percepiscono alcun compenso. Il ruolo di rettore è ricoperto dal sindaco in carica o da un suo delegato. La partecipazione ai corsi è completamente gratuita per tutti gli iscritti. Questo modello di gestione è sostenibile ed efficace.

Da 25 anni, l'Università del Crocese svolge un ruolo cruciale. Contribuisce attivamente alla trasmissione di conoscenze. Si occupa di tramandare le tradizioni locali. Include la conoscenza del dialetto foggiano. Insegna anche gli antichi mestieri. Questo patrimonio immateriale rischia di andare perduto senza un'istituzione dedicata.

Richiesta dei cittadini e futuro della cultura a foggia

Oggi, quasi 300 cittadini foggiani avanzano una richiesta chiara. Chiedono la riattivazione dell'Università del Crocese. La sede richiesta è quella storica della Circoscrizione Candelaro. Questa non è una richiesta banale. Non può lasciare indifferenti gli amministratori. La cultura è stata indicata come motore per il rilancio della città.

Le linee programmatiche dell'amministrazione comunale pongono la cultura al centro. La riapertura dell'Università del Crocese si allinea perfettamente con questi obiettivi. Custodire e promuovere le tradizioni locali è un compito fondamentale. L'istituzione è un baluardo contro l'omologazione culturale. Offre un servizio prezioso alla comunità.

La petizione rappresenta un appello forte. I cittadini chiedono un'azione concreta. Vogliono che l'amministrazione dia seguito alle proprie dichiarazioni. Il futuro della cultura e delle tradizioni a Foggia dipende anche da queste scelte. La comunità attende una risposta positiva.