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A Modena, il referendum sulla giustizia ha visto una vittoria schiacciante del NO, con percentuali più marcate rispetto alla media nazionale. I dati provinciali confermano una tendenza politica consolidata nel territorio.

Referendum Giustizia: il NO prevale nettamente a Modena

I risultati del referendum sulla giustizia, tenutosi il 24 marzo 2026, hanno evidenziato una netta preferenza per il NO in tutta la provincia di Modena. Mentre a livello nazionale il fronte del NO ha raggiunto circa il 53,7%, il territorio modenese ha registrato un distacco ancora più significativo. Questo esito era in parte prevedibile, considerando la storica inclinazione politica della provincia, tendenzialmente orientata a sinistra.

La campagna referendaria per il NO ha trovato terreno fertile nel modenese. La provincia ha mostrato uno squilibrio marcato tra il centro e le aree più periferiche. I dati definitivi, sebbene ancora in fase di elaborazione completa, delineano un quadro chiaro.

Modena Città e Provincia: analisi del voto

Nel capoluogo, Modena, su 701 sezioni scrutinate, il NO ha ottenuto il 57,86% dei voti, contro il 42,14% del SI. La vittoria del NO è stata particolarmente ampia sotto la Ghirlandina, raggiungendo il 67%. Questo ha reso Modena una delle aree con lo squilibrio maggiore a livello provinciale.

Il NO si è imposto in quasi tutti i principali centri della provincia. A Carpi, il NO ha raccolto il 62,73%. A Sassuolo, il risultato è stato del 51,21%. Formigine ha visto il NO prevalere con il 57,07%. Castelfranco Emilia ha registrato il 63,44% per il NO. A Vignola, il NO ha ottenuto il 56,19%.

Nella Bassa modenese, a Mirandola, il NO ha vinto con il 52,55%. Tuttavia, nei comuni limitrofi di Camposanto, San Felice sul Panaro e Finale Emilia, il SI ha prevalso, seppur con margini minimi. Questo dato, unito al voto espresso nelle zone appenniniche, conferma un trend osservato nell'ultimo decennio.

Si nota un progressivo spostamento delle aree periferiche e dei comuni minori verso posizioni politiche non più riconducibili al centrosinistra. Tutta la parte meridionale della provincia ha mostrato una preferenza più o meno netta per il SI. Nei comuni dell'Appennino, il SI ha ottenuto percentuali rilevanti, toccando il picco del 72,62% a Fiumalbo.

Dati Regionali: l'Emilia-Romagna conferma il trend

Anche a livello regionale, l'Emilia-Romagna ha mostrato una tendenza simile a quella di Modena, con il NO che ha vinto con un ampio distacco. Su 4.525 sezioni totali, ne mancavano poco più di un centinaio allo scrutinio completo. Il NO ha raggiunto il 57,13% con oltre 1,23 milioni di voti. Il SI si è fermato al 42,87%, con oltre 928.000 preferenze.

A Bologna, il NO ha ottenuto il 63,43% (su 1.055 sezioni). A Reggio Emilia, il NO ha prevalso con il 61,27% (su 476 sezioni). A Parma, il NO ha raccolto il 53,23% (su 470 sezioni). A Ravenna, il NO ha vinto con il 58,28% (su 400 sezioni).

Anche a Forlì-Cesena, il NO è risultato in vantaggio con il 56,14% (su 387 sezioni). A Rimini, il NO ha ottenuto il 52,62% (su 331 sezioni). Solo due province emiliano-romagnole hanno visto la vittoria del SI.

A Ferrara, la riforma della giustizia ha ottenuto il 50,46% delle preferenze, contro il 49,54% del NO (su 406 sezioni). A Piacenza, il SI ha vinto con il 56,16% contro il 43,84% del NO (su 299 sezioni).

Questi dati confermano una forte opposizione alla riforma della giustizia nel territorio emiliano-romagnolo, con Modena che si posiziona tra le province con il risultato più netto a favore del NO. La tradizione politica locale sembra aver influenzato significativamente l'esito del voto referendario, rafforzando una tendenza già consolidata negli anni.

La campagna per il NO ha evidentemente avuto successo nel mobilitare l'elettorato modenese, che ha espresso un giudizio chiaro sulla proposta di riforma. L'analisi dei risultati per comune rivela sfumature interessanti, con alcune aree che si discostano dalla tendenza generale, ma il quadro complessivo rimane fortemente orientato verso il rifiuto della riforma.

L'esito del referendum sulla giustizia a Modena e in Emilia-Romagna rappresenta un segnale politico importante. La netta vittoria del NO suggerisce una diffusa insoddisfazione o un disaccordo sostanziale con le proposte avanzate. La capacità di mobilitazione dei comitati per il NO è stata notevole, soprattutto in un contesto dove il dibattito politico è spesso polarizzato.

La provincia di Modena, con la sua forte identità politica, ha ribadito la sua posizione. La distinzione tra il voto nel capoluogo e nelle aree periferiche, pur mostrando alcune differenze, non ha alterato il risultato finale. La vittoria del NO è stata unanime nella sua direzione, sebbene le percentuali varino da comune a comune.

Il confronto con i dati nazionali evidenzia come il territorio modenese abbia interpretato la proposta referendaria in modo ancora più critico. Questo potrebbe essere attribuito a specifici fattori locali, oltre alla generale tendenza politica. La campagna informativa e di sensibilizzazione ha evidentemente raggiunto un pubblico ampio.

L'analisi del voto nelle diverse fasce territoriali, dalla pianura alla montagna, fornisce spunti interessanti sull'omogeneità del consenso. La prevalenza del SI in alcune zone montane, ad esempio, potrebbe essere legata a dinamiche socio-economiche o a specifici riferimenti politici locali. Tuttavia, queste eccezioni non modificano il quadro generale.

In conclusione, il referendum sulla giustizia ha sancito una chiara bocciatura della riforma a Modena. I risultati, più marcati rispetto alla media nazionale, confermano la vocazione politica del territorio e l'efficacia della campagna per il NO. I dati provinciali e comunali offrono uno spaccato dettagliato del sentimento dell'elettorato modenese.

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