La povertà in Toscana mostra un volto cronico, con quasi la metà delle persone assistite dai Centri d'ascolto Caritas che riceve supporto da almeno sei anni. Un quadro preoccupante emerge dal rapporto 2026, evidenziando fragilità economiche e sociali diffuse.
Aumenta la povertà di lunga durata in Toscana
I Centri d'ascolto della Caritas in Toscana hanno accolto 29.239 persone nel corso del 2025. Questo dato rappresenta una lieve diminuzione rispetto all'anno precedente, con 58 assistiti in meno, pari allo 0,2%. Tuttavia, si tratta del secondo valore più elevato registrato dal 2007. L'impatto della crisi pregressa è evidente, con circa 9.000 persone in più rispetto ai livelli precedenti alla pandemia di Covid-19.
Il fenomeno delle 'nuove povertà', ovvero coloro che si rivolgono per la prima volta ai servizi, mostra un leggero calo, scendendo al 24,1% dal precedente 26,1%. Al contrario, la percentuale di coloro che ricevono assistenza da almeno sei anni è in aumento, raggiungendo il 40,3%. Inoltre, il 54,7% degli utenti attuali ha avuto il primo contatto con la Caritas a partire dal 2021.
Chi sono le persone assistite dalla Caritas
Il profilo dell'utenza evidenzia una prevalenza femminile, con il 54% di donne. Gli stranieri costituiscono il 60% del totale degli assistiti. La fascia d'età più rappresentata è quella degli adulti tra i 25 e i 54 anni, con il 57,8%. Un dato significativo riguarda il livello di istruzione: il 40% degli assistiti possiede un basso titolo di studio.
Si registra una crescita della componente anziana tra gli assistiti. La percentuale di ultrassessantacinquenni è passata dal 16% al 17,3%. Questo dato è coerente con il generale invecchiamento della popolazione toscana. Considerando i nuclei familiari, le persone complessivamente raggiunte superano le 43.000 unità. Quasi il 35% degli assistiti ha figli minori conviventi.
Fragilità sociale e difficoltà economiche
Un'indagine condotta da VoisLab su un campione di 1.065 beneficiari nelle 17 diocesi toscane ha ulteriormente illuminato la situazione. La ricerca conferma che la bassa istruzione è un fattore rilevante di vulnerabilità, con oltre il 63% del campione che possiede al massimo la licenza media.
Emergono con forza anche le fragilità delle reti sociali. Il 28,5% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi spesso o sempre solo nell'ultimo anno. Ancora più preoccupante, il 24,4% afferma di non avere nessuno su cui poter contare in caso di necessità. Questo isolamento sociale aggrava ulteriormente le difficoltà economiche.
Povertà alimentare e salute
Le difficoltà economiche sono pervasive. L'85% degli assistiti dichiara di arrivare a fine mese con grandi o notevoli difficoltà. La povertà alimentare ha un impatto diretto sulla salute. L'81,4% degli intervistati ritiene che seguire una dieta sana ed equilibrata sia troppo costoso per le proprie famiglie.
Questi dati, presentati a Firenze, provengono dal Rapporto sulle Povertà 2026 'Fratture invisibili', realizzato da Caritas Toscana e TosCaritas. Le informazioni sono state raccolte attraverso i Centri d'ascolto diocesani e l'indagine VoisLab, offrendo un quadro completo delle sfide che la povertà pone nella regione. La fonte delle informazioni è il Rapporto sulle Povertà 2026 'Fratture invisibili' di Caritas Toscana e TosCaritas.