In Toscana, tra il 2015 e il 2025, si è assistito a una significativa riduzione del numero di negozi (-7.149), ma contemporaneamente a un aumento del 19,5% degli addetti impiegati nel settore. Questo dato evidenzia una trasformazione del commercio di prossimità, con una maggiore concentrazione di personale in meno punti vendita.
Commercio di prossimità: un bilancio in chiaroscuro
Il panorama del commercio di prossimità in Toscana ha subito profonde modifiche nel decennio compreso tra il 2015 e il 2025. I dati raccolti dall'Osservatorio reciprocità e commercio locale, realizzato da Nomisma in collaborazione con Percorsi di Secondo welfare, rivelano una diminuzione netta di 7.149 esercizi commerciali. Nel 2025, gli sportelli attivi si attestavano poco sopra gli 81.000, rispetto agli oltre 88.300 registrati nel 2015.
Nonostante la contrazione del numero di punti vendita, il settore ha visto un incremento occupazionale. Il numero degli addetti è cresciuto del 19,5%, traducendosi in oltre 30.900 nuove unità. Complessivamente, nel 2025, gli addetti nel commercio di prossimità toscano hanno superato le 190.500 unità. Secondo l'Osservatorio, il commercio di vicinato mantiene un ruolo cruciale nel sostenere le economie locali.
Pisa e Massa Carrara le province più colpite dalla chiusura di negozi
Analizzando le singole province, Pisa emerge come l'area che ha registrato la perdita più elevata in termini assoluti, con un saldo negativo di 1.367 esercizi commerciali rispetto al 2015. Anche altre province hanno subito perdite consistenti: Firenze ha visto una diminuzione di 956 negozi, seguita da Massa Carrara con 942 e Lucca con 923.
In termini percentuali, Massa Carrara ha registrato la contrazione più marcata, con un calo del 16,3%. Seguono Pisa (-13,8%), Arezzo (-11,4%) e Siena (-10,6%). La flessione a Firenze è stata più contenuta, attestandosi al -4,4%. Tuttavia, la situazione occupazionale presenta un quadro diverso: tutte le province toscane hanno visto un aumento degli addetti.
Le crescite più significative si sono registrate a Firenze (+25,2%), Prato (+21,7%), Grosseto (+21,4%) e Livorno (+20,8%). Le province con la crescita più moderata sono state Massa Carrara (+6,3%) e Pistoia (+8,2%). Questi dati suggeriscono una tendenza alla concentrazione delle attività e a una maggiore efficienza del personale.
Dinamiche settoriali: ristorazione trainante, tessile in calo
Le dinamiche del commercio di prossimità variano notevolmente a seconda del settore di attività. La diminuzione del numero di negozi di vicinato ha interessato in modo particolare i comparti della cultura e svago e del tessile, abbigliamento e accessori. Questi settori hanno visto un calo sia nel numero di esercizi che di addetti.
Anche comparti tradizionali come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari hanno subito una contrazione. Segnali più incoraggianti provengono invece dal commercio di articoli per l'edilizia, stimolato dal ciclo edilizio, e da quello legato alla cura della persona, sostenuto da una crescente domanda di servizi.
La ristorazione si conferma il principale motore di crescita per il settore, mostrando aumenti sia nel numero di imprese attive che nel numero di addetti. Questo settore dimostra una resilienza e una capacità di adattamento notevoli nel contesto economico attuale.
Ricavi in crescita, con punte in provincia di Pisa
Nonostante la riduzione del numero di punti vendita, i ricavi del commercio in Toscana hanno registrato una crescita media del 37,8% nel periodo considerato. Questa tendenza positiva è stata particolarmente accentuata in alcune province.
Pisa ha segnato un incremento dei ricavi del 57,1%, seguita da Siena con il 51,6% e Arezzo con il 48,0%. Questi dati indicano che, sebbene il numero di negozi sia diminuito, quelli rimasti in attività sono diventati più efficienti e redditizi, o che la crescita è trainata da settori con margini più elevati.
Le persone hanno chiesto anche:
Perché chiudono i piccoli negozi in Toscana?
I piccoli negozi in Toscana, come in altre regioni, chiudono per diverse ragioni, tra cui la forte concorrenza della grande distribuzione e dell'e-commerce, l'aumento dei costi operativi (affitti, utenze, personale) e i cambiamenti nelle abitudini di acquisto dei consumatori, che prediligono sempre più la comodità e i prezzi competitivi offerti dai canali online o dai grandi centri commerciali.
Quali sono i settori del commercio che crescono in Toscana?
In Toscana, i settori del commercio che mostrano una crescita includono la ristorazione, che si conferma il principale motore di espansione, e il commercio di articoli per l'edilizia, stimolato dalle dinamiche del settore immobiliare. Anche il commercio legato alla cura della persona sta registrando un aumento, trainato dalla crescente domanda di servizi specifici.