La Toscana ha visto una massiccia adesione allo sciopero generale indetto dall'Usb. Migliaia di lavoratori e studenti sono scesi in piazza in diverse città, tra cui Livorno, Firenze e Pisa, per protestare contro il carovita, i bassi salari e le politiche di riarmo. I porti di Livorno e Carrara sono stati presidiati, mentre a Pisa è stato occupato il Palazzo della Sapienza.
Manifestazioni e presidi nei porti toscani
Un'ondata di proteste ha attraversato la Toscana in occasione dello sciopero generale. A Livorno, si stima la partecipazione di circa 15.000 persone. La mobilitazione ha visto anche la presenza di presidi ai varchi dei porti. Anche Marina di Carrara è stata teatro di iniziative simili. I lavoratori hanno trovato solidarietà tra gli studenti, che hanno partecipato attivamente alle manifestazioni.
A Pisa, la protesta ha raggiunto il Palazzo della Sapienza, sede storica dell'università, che è stato occupato. A Massa e Carrara, studenti e lavoratori hanno unito le forze, organizzando iniziative comuni per sostenere le ragioni dello sciopero. La partecipazione studentesca è stata un elemento distintivo di molte manifestazioni.
Le ragioni della protesta: carovita e riarmo
Giovanni Ceraolo, rappresentante del sindacato Usb, ha dichiarato: «Siamo in 15.000 persone». Ha sottolineato la durata del corteo a Livorno, pari a «27 minuti», a testimonianza della grande affluenza. La mobilitazione, secondo Ceraolo, è stata «eccezionale» e ha visto lavoratori e studenti uniti «per dire no a armamenti e carovita».
Anche a Firenze la partecipazione è stata numerosa. Dario Furnari di Usb Firenze ha affermato: «Siamo almeno 12.000». Ha aggiunto che in piazza Bambine e Bambini di Beslan «c'è ancora chi aspetta di partire», indicando la vastità della mobilitazione. Le richieste principali riguardano il contrasto all'aumento del costo della vita e la critica alle politiche belliche.
Cortei diffusi in tutta la regione
La protesta non si è limitata alle città principali. A Siena, circa 400 persone hanno sfilato per le vie del centro storico. Il corteo, partito dal terminal bus di Pescaia, ha visto la partecipazione di lavoratori, studenti, sindacati di base e collettivi. Le motivazioni condivise riguardano il carovita, i salari bassi, il riarmo e le guerre.
Anche Prato ha visto un corteo significativo. Organizzato dai Sudd Cobas, ha visto una partecipazione stimata in «più di 5.000 persone alla partenza». Questo dimostra la capillarità dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base in tutta la regione Toscana.