Condividi

La Toscana conferma la sua leadership nell'economia dei prodotti a denominazione, con un fatturato di 1,3 miliardi di euro. Tuttavia, il settore agroalimentare ha subito una flessione nelle esportazioni, influenzato da fattori internazionali.

Il valore delle produzioni a denominazione

La regione Toscana vanta un valore considerevole nel settore agroalimentare. Le produzioni a denominazione di origine protetta (Dop) e indicazione geografica protetta (Igp) generano un fatturato complessivo di 1,3 miliardi di euro. Di questa cifra, 1,14 miliardi provengono dal settore vitivinicolo, mentre i prodotti alimentari raggiungono i 187 milioni di euro.

Questo risultato contribuisce significativamente all'intero comparto agroalimentare toscano, che raggiunge i 5,5 miliardi di euro. La Toscana si posiziona come leader in Italia, vantando ben 90 prodotti registrati a livello europeo con denominazione protetta.

Questi dati emergono dal convegno 'Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp'. L'evento si è tenuto a Firenze nell'ambito dell'ottava edizione di BuyFood Toscana. La manifestazione è promossa dalla Regione Toscana e dalla Camera di commercio di Firenze.

L'organizzazione è curata da PromoFirenze e Fondazione sistema Toscana. La sinergia con la rete di Vetrina Toscana ha reso possibile l'evento. Il sistema delle Indicazioni Geografiche toscane rappresenta una leva fondamentale per il valore del territorio. Oltre 16.700 operatori del settore beneficiano di questo sistema.

Le eccellenze toscane e il mercato

La Toscana si conferma la terza regione italiana per impatto economico nel settore del vino Ig. Il valore generato ammonta a 1,139 miliardi. Per quanto riguarda il cibo a denominazione, la regione si colloca tra le prime dieci realtà nazionali. La produzione raggiunge i 187 milioni, coinvolgendo 11.327 operatori.

Cinque prodotti in particolare trainano questo successo. Essi rappresentano l'84% del valore totale. Si tratta dei Cantuccini Toscani Igp, del Pecorino Toscano Dop, del Prosciutto Toscano Dop, dell'Olio Toscano Igp e della Finocchiona Igp. Queste eccellenze sono molto ricercate sia sul mercato nazionale che internazionale.

La loro qualità e autenticità li rendono prodotti di punta. La loro capacità di attrarre consumatori attenti alla provenienza e alla tradizione è un punto di forza. Questo vale soprattutto per una fascia di mercato medio-alta, disposta a pagare un premium price per prodotti garantiti.

Flessione dell'export e cause

Nonostante i successi delle produzioni a denominazione, il comparto agroalimentare toscano ha registrato una flessione nel 2025. Il calo è stato del -7,8%. Questo dato si pone in controtendenza rispetto alla media nazionale dell'agroalimentare, che ha visto una crescita del +4,9%. Anche l'export toscano complessivo ha registrato un aumento del +21,3%, trainato principalmente dal settore manifatturiero.

Le esportazioni del comparto agroalimentare toscano valgono 3,6 miliardi di euro. Questo rappresenta il 5% del totale nazionale e il 4,7% delle merci esportate dalla Toscana. La diminuzione delle esportazioni agroalimentari desta preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

I principali mercati di destinazione per i prodotti toscani sono gli Stati Uniti, la Germania e la Francia. Questi tre paesi concentrano il 44,8% delle vendite estere regionali. La dipendenza da questi mercati rende il settore vulnerabile a fluttuazioni economiche e politiche internazionali.

Le dichiarazioni dell'assessore Marras

L'assessore regionale all'agricoltura, Leonardo Marras, ha fornito una chiave di lettura per questa flessione. Ha spiegato che «l'agroalimentare flette anche a causa del contesto internazionale». Ha inoltre sottolineato l'impatto dei dazi, in particolare per il mercato statunitense. «Naturalmente anche i dazi hanno il loro peso», ha affermato Marras, riferendosi a un mercato di riferimento cruciale per i prodotti italiani.

Tuttavia, l'assessore ha evidenziato la resilienza dei prodotti Dop e Igp. «Ma va detto che i Dop e i Igp hanno retto proprio per la loro capacità di essere attrattivi e soprattutto ricercati da una fascia di mercato medio-alta», ha continuato Marras. Questa capacità di mantenere la domanda, anche in un contesto sfavorevole, dimostra la forza del marchio e la qualità intrinseca dei prodotti.

La Toscana, con la sua ricca tradizione agricola e la valorizzazione delle sue denominazioni, continua a essere un punto di riferimento. Le sfide future richiederanno strategie mirate per sostenere l'export e rafforzare ulteriormente la competitività del settore.