In Toscana, il 40,3% delle persone assistite dalla Caritas si rivolge ai centri d'ascolto da almeno sei anni, segnalando una povertà cronica. Oltre il 24% dichiara di non avere nessuno a cui chiedere aiuto in caso di necessità.
Persistenza della povertà in Toscana
La povertà in Toscana mostra un volto sempre più radicato. Un recente rapporto di Caritas Toscana e TosCaritas, intitolato 'Fratture invisibili', evidenzia una situazione preoccupante. Nel corso del 2025, sono state 29.239 le persone che hanno cercato supporto presso i Centri d'ascolto diocesani nella regione. Questo dato rappresenta un lieve calo rispetto all'anno precedente, con solo 58 persone in meno (-0,2%).
Tuttavia, il numero complessivo rimane elevato. Si tratta del secondo valore più alto registrato dal 2007. L'attuale numero di assistiti è superiore di circa 9.000 unità rispetto ai livelli pre-pandemia. Questo indica che le conseguenze economiche della crisi sanitaria hanno lasciato un segno profondo e duraturo sul tessuto sociale toscano.
Un aspetto cruciale emerso dal rapporto riguarda la durata dell'assistenza. La percentuale di 'nuove povertà', ovvero coloro che si rivolgono alla Caritas per la prima volta, è scesa al 24,1%. Questo dato era precedentemente attestato al 26,1%. Contemporaneamente, la quota di persone che ricevono supporto da almeno sei anni è salita significativamente, raggiungendo il 40,3%.
Inoltre, il 54,7% degli utenti attuali ha avuto il primo contatto con i servizi della Caritas a partire dal 2021. Questo suggerisce che molte persone sono entrate in una condizione di fragilità economica negli ultimi anni e continuano a necessitare di assistenza prolungata. La persistenza di questa condizione è un campanello d'allarme per le politiche sociali regionali.
Il profilo dell'utenza assistita
Il rapporto fornisce un quadro dettagliato del profilo delle persone che si rivolgono alla Caritas. Le donne rappresentano la maggioranza degli assistiti, costituendo il 54% del totale. Gli stranieri sono una componente significativa, rappresentando il 60% dell'utenza. La fascia d'età più colpita è quella degli adulti tra i 25 e i 54 anni, che compongono il 57,8% del campione.
Per quanto riguarda il livello di istruzione, il 40% degli assistiti possiede una bassa scolarizzazione. È importante sottolineare una tendenza in crescita: la componente anziana. La percentuale di ultrassessantacinquenni è passata dal 16% al 17,3%. Questo dato è in linea con il generale processo di invecchiamento della popolazione italiana e toscana.
Considerando i nuclei familiari, le persone complessivamente raggiunte dai servizi di assistenza superano le 43.000 unità. Un dato rilevante è che quasi il 35% delle persone accolte ha figli minori conviventi. Questo evidenzia l'impatto della povertà sulle famiglie e sulle generazioni future.
È stata presentata anche un'indagine condotta da VoisLab su un campione di 1.065 beneficiari distribuiti nelle 17 diocesi della Toscana. Questa ricerca conferma che la bassa istruzione è un fattore determinante nella vulnerabilità economica. Oltre il 63% del campione intervistato possiede al massimo un titolo di scuola secondaria di primo grado.
Fragilità sociale e difficoltà economiche
Oltre alla vulnerabilità economica, emerge con forza una marcata fragilità delle reti sociali. L'indagine di VoisLab rivela che il 28,5% degli intervistati si è sentito spesso o sempre solo nel corso dell'ultimo anno. Questo sentimento di isolamento sociale è particolarmente preoccupante.
Ancora più allarmante è il dato relativo al supporto sociale: il 24,4% degli assistiti dichiara di non avere nessuno su cui poter contare in caso di reale bisogno. Questa assenza di una rete di sostegno familiare o amicale aggrava ulteriormente la condizione di precarietà.
Le difficoltà economiche quotidiane sono una costante per la maggior parte delle persone assistite. L'85% del campione dichiara di arrivare a fine mese con grandi o moderate difficoltà. Questo indica una situazione di precarietà finanziaria diffusa e persistente.
La povertà alimentare rappresenta un'ulteriore sfida, con ripercussioni dirette sulla salute. L'81,4% degli intervistati ritiene che mangiare in modo sano ed equilibrato sia troppo costoso per le proprie famiglie. Questa percezione sottolinea come le ristrettezze economiche costringano a scelte alimentari meno salutari, con conseguenze a lungo termine sul benessere fisico.
La situazione descritta dal rapporto 'Fratture invisibili' richiede un'attenzione particolare da parte delle istituzioni e della società civile. Le politiche di contrasto alla povertà dovranno considerare non solo il sostegno economico immediato, ma anche interventi mirati a rafforzare le reti sociali e a promuovere l'inclusione lavorativa e formativa. La Toscana si trova di fronte a una sfida complessa che necessita di risposte articolate e sostenute nel tempo.